sabato 28 ottobre 2017

Recensione: Oggi siamo vivi - di Emmanuelle Pirotte

Buon sabato cari lettori! 😊😊
E' da un paio di settimane che proprio nel week end scende un grigiore davvero triste.
Sono appena rientrata da una passeggiata con il mio bimbo, e guardare i marciapiedi ricoperti di foglie rosse e gialle mi rende stranamente in pace con me stessa.
Adoro l'autunno, ormai ve l'avrò detto un sacco di volte, ma non posso proprio farne a meno! Questa stagione di transizione ha un che di magnetico che non saprei descrivere. E' come se il tempo stesse per fermarsi e la natura stessa si richiudesse in se stessa.
I pomeriggi di questa stagione sono i più adatti per prendersi del tempo per se stessi. Leggere un libro all'aperto, sotto un sole che scalda senza dare fastidio, oppure sul divano con una tazza di tè caldo.
E beato chi ha un caminetto o una stufa!!
Oggi non potevo quindi non dedicare un po' di tempo per postarvi la recensione di questo libro.
Non so se ne avete sentito parlare... io ci sono incappata quasi per caso ma la trama mi attirava.
Il contenuto però, purtroppo, non si è dimostrato all'altezza delle mie aspettative.


Trama
Dicembre 1944. I tedeschi stanno arrivando. Il prete di Stoumont, nelle Ardenne, ha un'unica preoccupazione: mettere in salvo Renée, un’orfana ebrea nascosta nella canonica. E, d’un tratto, il miracolo: una jeep con a bordo due soldati americani si ferma davanti alla chiesa e lui, di slancio, affida a loro la piccola.
Tuttavia quei due soldati hanno solo le divise americane. In realtà si chiamano Hans e Mathias e sono spie naziste.
Arrivati in una radura, Hans prende la pistola e spinge la bambina in avanti, in mezzo alla neve. Renée sa che sta per morire, eppure non ha paura. Il suo sguardo va oltre Hans e si appunta su Mathias.
È uno sguardo profondo, coraggioso. Lo sguardo di chi ha visto tutto e non teme più nulla.
Mathias alza la pistola. E spara. Però è Hans a morire nella neve, con un lampo d’incredulità negli occhi.
Davanti a Mathias e Renée c’è solo la guerra, una guerra in cui ormai è impossibile per loro distinguere amici e nemici. E i due cammineranno insieme dentro quella guerra, verso una salvezza che sembra di giorno in giorno più inafferrabile. Incontreranno persone generose e feroci, amorevoli e crudeli. Ma, soprattutto, scopriranno che il loro legame – il legame tra un soldato del Reich e una bambina ebrea – è l’unica cosa che può dar loro la speranza di rimanere vivi…





In una guerra in cui odio e crudeltà paiono essere gli unici sentimenti a prevalere, ciò che si vuol far emergere da questo libro è la capacità di amare anche quello che dovrebbe essere il proprio nemico, riscoprendo un barlume di pietà nel proprio cuore.
Renée è una bambina ebrea rimasta senza genitori. Ha passato gli anni della guerra da un'istituto all'altro. Talvolta anche in alcune famiglie disposte ad ospitarla, rischiando la propria vita.
Quando i tedeschi invadono il suo villaggio, la bambina viene affidata al prete del paese il quale, nella disperata rincorsa verso i boschi in cerca di posto in cui nasconderla, incrocia la propria strada con un'auto guidata da due soldati americani.
Il prete porge loro la bambina, certo che sarà più al sicuro con loro che con lui. Gli americani la prendono con sé e partono velocemente.
Ma sotto le loro divise in realtà ci sono due tedeschi che accostano poco più avanti, la fanno scendere dall'auto e le puntano una pistola contro.
Renée sa che sta per morire, ma vuole guardare il suo assassino. Vuole fissarlo negli occhi nel suo ultimo istante di vita...

E' così che la piccola ebrea rivela la forza contenuta nel suo sguardo. Un istinto e una voglia di vivere che costringe Mathias a sviare la pistola contro il suo compagno, uccidendolo.
Da lì in poi lui e Renée formeranno una strana coppia: due persone di origini diverse, con vite estremamente differenti ma un'anima simile.
E anche se il soldato tedesco cerca di lasciarsela alle spalle, poi ritorna sui suoi passi, incapace di proseguire senza di lei.

Una trama, quella di "Oggi siamo vivi", che mi ha conquistato e attratto dalle potenzialità che avrebbe potuto avere ai miei occhi, ma che successivamente mi ha un po' deluso.
La piccola Renée è un personaggio molto cupo e freddo; una bambina assai concreta, che non si fa illusioni sul futuro. Dice quello che pensa e non mostra empatia con nessuno dei personaggi con cui entra in contatto, sebbene la proteggano e sfamino.
Mathias è e rimane un uomo dal cuore gelido. Ha ucciso innumerevoli uomini, donne e bambini senza alcun rimorso. Solo Renée viene risparmiata dalla sua pistola, perché in essa rivede una parte di se stesso; ma la bambina non contribuirà a cambiarlo.
La parte più distaccata e feroce della sua anima rimane; una voce che fa parte di lui e che non sente il bisogno di assopire.

Sebbene si legga velocemente (grazie alla notevole spessore dei paragrafi tra una riga e l'altra), la storia purtroppo non mi ha coinvolto appieno, regalandomi un'approvazione soltanto sul finale.

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Voi cosa ne pensate? Avete letto questo libro o sentito parlare? So che ha vinto numerosi premi...

Un abbraccio 😘😘












12 commenti:

  1. Ciao, io l'ho letto all'inizio di quest'anno e devo dire che l'ho trovata una storia molto particolare. Il legame tra il soldato e la bambina fa riflettere su quanto ciò che ci divide alla fine sia del tutto ordinario. ♥

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    1. Ciao Alisya! Concordo sulla particolarità della storia, però secondo me poteva essere sviluppata un po' meglio.. Purtroppo non ho provato alcuna empatia con i personaggi. 😞

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  2. Ciao Jasmine,
    non conoscevo il libro. Deve essere stata davvero una lettura particolare e delicata per i temi trattati. Mi sa che però questa volta passo

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    1. Ciao Susy! Lettura particolare ma non indimenticabile.. Fai bene a passare! 😉

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  3. Non conoscevo il libro, però in questo periodo non riesco a leggere alcune tematiche, ho bisogno di qualcosa di più fresco...niente grigiori per adesso :-) . posso approfittare per chiedervi gentilmente di aiutarmi, ho un problema nel mio blog inerente i lettori fissi. Mi da un errore di google e non posso vedere ne chi mi segue, ne tanto meno quando sfoglio i vari blog posso seguire :-( grazie in anticipo se qualcuno mi aiutasse.

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    1. Ciao Alessandra! Ti capisco: le letture vanno a periodi! 😉
      Per il discorso dei lettori fissi succede anche sul mio blog e a molti altri. Credo sia un problema di blogger ma onestamente non so come risolvere 😞😞😞

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  4. Io invece ho amato tantissimo questo libro! Sopratutto per il fatto che sebbene sia un libro sulla guerra, questa si senta poco. Mi è piaciuto molto il legame tra la bimba e il protagonista.

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    1. Ciao! Concordo sul fatto che la guerra si senta poco. Bello il rapporto tra i due protagonisti, ma allo stesso tempo avevano una freddezza che non mi è piaciuta. Lui resta insensibile a chiunque tranne renee fino alla fine, mentre a lei non importa di nulla se non fuggire con lui. 😔

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  5. Ciao Jasmine, ti ho nominata al blogger recognition award, ecco qui http://ilregnodeilibri.blogspot.it/2017/11/blogger-recognition-award.html

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  6. ciao, non conosco questo libro ma ultimamente non ho molta voglia di leggere libri di questo tipo. Se poi mi dici pure che non è che ti abbia convinta del tutto passo senza remore

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