lunedì 27 giugno 2016

Frammenti di poesie #9: "Poesia d'amore" di Alfonso Gatto


Buongiorno cari lettori!!
Oggi finalmente, dopo più di quattro mesi (non immaginavo neppure fosse passatocosì tanto tempo ma la data di pubblicazione dell'ultimo post non imbroglia!!), ritorna la mia rubrica di poesie!
Forse non l'avrete notato, ma recentemente le ho creato un nome apposito, così da renderla un po' speciale.
La rubrica è così diventata "Frammenti di poesie", in onore ai pezzettini di poemi che scopro e raccolgo nel web di tanto in tanto.

Visto l'arrivo della bella stagione ho deciso di allietarvi con qualcosa dedicato all'estate (che poi è la stagione in cui sono nata!!) e all'amore....


Poesia d'amore
di Alfonso Gatto

Le grandi notti d’estate
 che nulla muove oltre il chiaro
 filtro dei baci, il tuo volto
 un sogno nelle mie mani.

Lontana come i tuoi occhi
 tu sei venuta dal mare,
 dal vento che pare l’anima.

E baci perdutamente
 sino a che l’arida bocca
 come la notte è dischiusa,
 portata via dal suo soffio.

Tu vivi allora, tu vivi,
 il sogno ch’esisti è vero. 
 Da quanto t’ho cercata.

Ti stringo per dirti che i sogni
 son belli come il tuo volto,
 lontani come i tuoi occhi.

E il bacio che cerco è l’anima.


Ho sempre pensato che l'estate sia una stagione quasi magica perchè, nonostante non sia la mia preferita, nelle sue notti stellate in cui si osserva il cielo sia in riva al mare, sia sul cucuzzolo di una montagna, in essa si conserva una grande libertà.
Non c'è il freddo a limitare i nostri desideri, e le notti si fanno più accessibili.
Il giorno inizia presto e termina tardi, la natura ci regala frutti a non finire e tutto sembra più bello. Meno triste.
E le notti... le notti racchiudono un universo che in inverno ci è inaccessibile.
L'amore ha un fascino diverso in questa stagione. Sembra promettere qualsiasi cosa, perchè nulla pare vietata.

Voi cosa ne pensate? Condividete le mie idee romantiche?
Un abbraccio




venerdì 24 giugno 2016

Recensione: Se fosse per sempre - di Tara Hudson

Buon pomeriggio cari lettori!!
Finalmente l'estate è arrivata!! Ci voleva proprio dopo queste giornate nuvolose e molto primaverili.
Ora fa un caldo assurdo e mi sto praticamente sciogliendo davanti al PC, ma cerco di non lamentarmi troppo... dopotutto è normale che faccia caldo in questo periodo!!
Passo quindi a presentarvi l'ultima lettura.. un bel romanzo, forse più adatto a degli adolescenti, ma che ho comunque apprezzato.
L'unica pecca (cosa di cui non sapevo nulla se non terminata l'ultima pagina), è che fa parte di una trilogia.
Il secondo libro è già uscito, mentre il terzo è ancora da pubblicare. E come saprete a me non piacciono le serie... Ma per questa faccio un'eccezione perché mi è piaciuta molto!! ^_^


Trama
Chissà da quanti anni Amelia si aggira sull'argine del fiume, invisibile al mondo e sospesa in un eterno presente. Quand'è morta - proprio in quel fiume di anni ne aveva solo diciotto e, da allora, una specie di nebbia ha inghiottito ogni suo ricordo, dal volto della madre alle risate degli amici, dal profumo delle rose al sapore delle albicocche, condannandola a una cupa solitudine. Finché, un giorno, avviene una cosa incredibile: nelle stesse acque scure che hanno segnato il destino di Amelia, un ragazzo rischia di annegare. E lei riesce ad aiutarlo, a salvarlo, a farlo vivere. Perché quel ragazzo - unico al mondo? - può vedere Amelia, può sentire la sua voce, può accarezzare il suo viso. In quell'istante, lei capisce di non essere più sola, di aver trovato qualcuno pronto ad affrontare qualsiasi sfida, per lei. Ma, soprattutto, di aver trovato qualcuno in grado di far palpitare il suo cuore, quel cuore che ormai aveva cessato di battere. Se fosse per sempre, sarebbe un amore perfetto. Se fosse per sempre... 


Amelia è un fantasma che sia aggira sulle rive di un fiume, sotto il ponte High Bridge.
Da quando è morta non ricorda nulla, rivive incubi in cui affoga e si risveglia sempre in un cimitero tra tombe avvolte dall'oscurità.

Le sue giornate sono tutte uguali: si trascinano monotone lungo albe e tramonti infiniti, triste nella sua solitudine, e senza sapere come spingersi nell'aldilà, oltre il mondo dei vivi.

Sinché una sera accade qualcosa che sovverte completamente la sua esistenza.



è una notte come tante quando, mentre Amelia se ne sta seduta sull'erba ad osservare la luna, un'auto che attraversa il ponte sbanda e precipita nelle torbide acque nere.

Un ragazzo boccheggia invano sul pelo della superficie oscura e affoga lentamente. 

Per Amelia è spontaneo e quasi essenziale cercare di salvarlo, rubandolo alla stessa morte che è toccata a lei.

E lì, tra  i vortici che li trascinano sempre più giù, chiede al ragazzo di non mollare, ti continuare a lottare e nuotare. E lui la sente.

Sente le sue parole e, cosa ancora più incredibile, riesce a toccarla e a farsi riportare in superficie.

  
Mai avrei potuto immaginare che lui fosse in grado di vedermi e di parlarmi ancora.

Che potesse addirittura volerlo, poi, andava oltre le mie più sfrenate fantasie. Tuttavia non avevo previsto quanto lo desideravo anch'io. Quanto la mia voglia di essere vista da lui si sarebbe intensificata. 



Da quel momento Joshua e Amelia capiranno di essere legati da qualcosa di speciale e fuori dall'ordinario.

Perchè Joshua non è solo (come sua nonna) un veggente in grado di poter vedere i fantasmi, ma ha anche la capacità di poter toccare Amelia, sentirne il profumo, stringerla e baciarla.



Ci avvicinammo ancora e unimmo le labbra.

Il bacio mi si schiantò addosso, un'ondata di fuoco dopo l'altra. 

La fitta mi deflagrò in petto come una bomba atomica, incenerendo qualunque cosa sul suo cammino. 

Lasciai che mi bruciasse. 

Lasciai che mi consumasse.



Ciò che provano l'uno per l'altra è qualcosa di unico e speciale. Qualcosa che li attrae come calamite, che brucia i loro corpi e avvolge i loro cuori.

Quella che era un'amicizia diventa amore e all'amore, si sa, è difficile resistere.



Ma presto le ombre che avvolgono la morte di Amelia, i suoi fleshback e il motivo per cui è ancora incatenata al mondo dei vivi, la costringeranno ad affrontare  Eli: un altro spirito legato all'High Bridge ma con propositi tutt'altro che positivi.



Insieme a Joshua Amelia inizierà a scavare nel suo passato per scoprire chi era, in che anno morì e, soprattutto, come smise di vivere.

Perchè il dubbio del suicidio continua a tormentarla.



Tra spiriti erranti, presenze malvagie e veggenti disposti a tutto pur di mantenere il giusto equilibrio tra i due mondi, Tara Hudson ricostruisce una storia d'amore delicata e intensa tra due ragazzi che si amano di un amore impossibile.

Si possono vedere, toccare e stringere, ma Amelia resterà per sempre un fantasma, mentre in Joshua batte ancora un cuore.



Se fosse per sempre è una storia che vi conquisterà. Scritta in maniera semplice e per nulla tediosa, l'autrice accompagna il lettore nei ricordi nebulosi di Amelia, sino a rivelarne le origini e la verità che si cela dietro la sua morte.



Sono rimasta interdetta solo quando la nonna di Joshua e il resto della congrega capiscono che sua sorella è in pericolo e, nonostante i loro poteri, non fanno nulla per aiutarla, lasciando il compito ad Amelia (che solo cinque secondi prima volevano esorcizzare!). Una cosa assurda perchè qualsiasi nonna-veggente sarebbe corsa ad aiutare una nipote che rischia di morire!!

Ma a parte questo piccolo intoppo, il resto della storia è abbastanza coerente, e l'amore tra i due mi ha fatto stringere il cuore.

C'è già un seguito che conto di leggere al più presto (perchè restano ovviamente alcuni punti interrogativi), e un terzo volume che termina la saga ma che è ancora inedito.



Un romanzo consigliato a tutti quelle che amano le storie d'amore intense e impossibili e che, nonostante questo, sperano ugualmente in un lieto fine.

Voto: Molto bello

      
 

domenica 19 giugno 2016

Miss Charity - di Marie Aude Murail

Buon pomeriggio cari lettori!
Anche questa domenica pare uguale alle altre: fredda, nuvolosa, con un aspetto un po' lugubre. Ben lontana dall'estate a cui dovrebbe assomigliare.
L'unica cosa da fare in giornate così simili all'autunno è leggere.
Vi presento quindi un romanzo che ho appena terminato e che mi era stato consigliato da Nik de "Gli alberi da libri".
Cara Nik, ci ho messo quasi due mesi, ma alla fine sono riuscita a leggerlo!! :D :D



Trama
Charity è una bambina. È come tutti i bambini, piena di curiosità, assetata di contatti umani, di parole e di scambi. Vuole creare e partecipare alla vita del mondo. Purtroppo, però, una ragazzina della buona società inglese dell'800 deve tacere, non mostrarsi troppo, salvo che in chiesa. Gli adulti che la circondano non fanno attenzione a lei, le sue sorelline sono morte. Allora Charity si rifugia al terzo piano del suo palazzo borghese in compagnia della servitù. Per non morire di noia, alleva dei topini nella nursery, veste un coniglietto, studia dei funghi al microscopio, impara Shakespeare e disegna incessantemente dei corvi, con la speranza che un giorno succeda qualcosa. Così comincia la vita di Charity Tiddler, ragazzina prima e donna poi che fa della libertà un principio di vita e in nome di questa sovverte tutte le regole borghesi della vita vittoriana. Un romanzo attuale nel tema, anche se di ambientazione ottocentesca, in cui l'ironia, il pettegolezzo, un certo tipo di società snob e talvolta grottesca nella sua smania per le apparenze portano la chiara cifra di una Jane Austen contemporanea.  


 Tanto i fiori e i funghi trovavano facilmente nome e definizione al chiaro sole della mia ragione, quanto le cose umane si depositavano nel profondo di me, tutte grigie e incerte.

Charity Tiddler è una bambina molto particolare. Abituata dalla madre a sentirsi dire di essere brutta, insignificante e con un futuro privo di marito, passa le giornate nella nursery al terzo piano della sua grande casa, in compagnia di una tata baciata dalla follia.
Le sue giornate sono lunghe e noiose, sinchè non incontra un topolino. Sarà proprio da lui che tutto avrà inizio.
Charity comprende quanto gli animali abbiamo grande importanza nella sua esistenza: conigli, anatre, rospi, uccelli e persino un serpentello, faranno di lei una bambina felice ma emarginata.

Attraverso i suoi occhi la vediamo crescere, passando dalla fanciullezza all'adolescenza, sino all'età adulta.
La sua bellezza non è molto evidente all'esterno, ma possiede un grandissimo cuore.
è dolce, estremamente sensibile, generosa e altruista.
E possiede una dote che farà di lei una donna emancipata.

Con il sostegno di Herr Schmal e Blanche (la sua ex istitutrice), inizia a dipingere con gli acquerelli storie abitate da adorabili animali, ispirati dai compagni di tutta una vita: Peter il coniglio, Désirée la topolina, Cookie l'anatra, Zack il rospo e tanti altri.
La sua arte le darà la facoltà di diventare una scrittrice di libri per bambini, amata da quest'ultimi e ricercata nelle librerie.

Accanto a tutto questo emerge l'affascinante quanto conturbante Mr. Kenneth Ashley.
Dal momento in cui  si incontrano da bambini, sino all'età adulta, i loro destini continueranno ad intrecciarsi, legando due caratteri estremamente diversi: lei è riservata e ingenua, lui è estoverso, amante del palcoscenico e della bella vita.

Marie-Aude Murail conduce il lettore in una Londra in età vittoriana, nella vita di una giovane che cerca il suo posto nel mondo pur avendo un'animo estremente diverso da ciò che l'aristocrazia inglese si aspetta.
Al posto di balli e pomeriggi passati a bere il tè in compagnia di dame dedite alla civetteria, Charity preferisce fare passeggiate in campagna, seguita dai suoi amici animali che tratta con rispetto e amore, e con cui si intrattiene in insolite conversazioni.

Ispirato alla vera storia di Miss Potter, celebre scrittrice di libri illustrati per bambini, l'animo gentile e ingenuo di Miss Charity non può non conquistare il cuore di chi legge la sua storia, trascinandolo in un mondo dove bontà e generosità portano sempre a un lieto fine.

PS:
Un grazie speciale a Nik per avermi suggerito questo piccolo incanto!!  :D


Voto: Molto bello
 
 




giovedì 16 giugno 2016

Recensione: Sarò come mi vuoi - di Greta Simeone

Buona sera cari lettori!!!
Oggi mi dedico alla scrittura serale postandovi un romanzo che ho avuto il piacere di ricevere dalla casa editrice Corbaccio.
Quando mi hanno chiesto se ero interessata a leggerlo ho accettato, presa da una trama che mi incuriosiva e da una copertina elegante.
A lettura ultimata posso dire che non è stata affatto male: veloce da leggere, con una scrittura allegra e dialoghi non impegnativi. Un romanzo da ombrellone, adatto alle assolate (si spera visto tutte queste piogge!!!) spiagge che ci attendono in questo periodo dell'anno!


Trama
E se la tua vita fosse solo una scommessa? A Gina sta andando tutto storto: sola da un po', ora ha anche perso il lavoro. Risponde ad annunci di tutti i tipi, per paura di dover rinunciare alla propria casa e tornare a vivere dai suoi, che sono freddi come l'inverno, anche se ormai si e convinta che non l'assumerà nessuno. Troppa la concorrenza, con la crisi che c'è, e lei non brilla in niente. Una sera però arriva, a sorpresa, una telefonata. A chiamarla e Paolo, socio in una catena di sexy shop, che cerca una venditrice a domicilio, e con cui aveva avuto un colloquio poche ore prima. Lei era certa di aver fatto una pessima figura, ma secondo Paolo ha le carte in regola per riuscire. Però... però dovrà rifarsi il look, acquisire le giuste competenze, seguire tutte le sue indicazioni, affidarsi a lui senza remore: è disponibile? Gina accetta con riluttanza l'unica proposta ricevuta. Presto, inaspettatamente, le si aprirà un mondo nuovo: sotto la guida di Paolo imparerà molto su se stessa e sulle sue capacità. Troverà l'amore, perderà le sue inibizioni. Fino a quando ogni sua certezza sarò spazzata via da una terribile scoperta.


Gina Tocco (e già il cognome è tutto un programma), è la tipica ragazza insicura, poco fortunata in amore, che non ama apparire e pensa più alla sostanza che all'apparenza.
è timida, forse un po' introversa, ma nasconde anche un'animo dolce e gentile. è, insomma, come tante di noi.

Quando si vive da soli e si ha un affitto da pagare, però, non ci si può sottrarre a molti lavori. Per questo motivo Gina risponde a un annuncio in cui cercano una venditrice di sex toys. E qui iniziano i guai.
Al colloquio la protagonista si presenta in scarpe basse, maglia accollata e jeans: tutto il contrario delle sue concorrenti.
Certamente non l'avrebbero mai assunta se nonché Paolo (uno dei due dirigenti dell'azienda), grande amante delle scommesse, decide di scommettere con il suo collega: se riuscirà a trasformarla in una donna elegante, adatta al ruolo di venditrice, vincerà una cena. In caso contrario pagherà lui.
Le rifarà quindi il look, le insegnerà come parlare alle clienti, come muoversi sui tacchi e come vestirsi in maniera più femminile.

Un atto crudele e stupido... ma Paolo è fatto così. Non pensa che Gina sia una persona che ha bisogno di lavorare e non di essere presa per i fondelli.
Gina, dal caso suo, gioisce grata di non dover tornare a vivere dai suoi genitori, e accetta ogni "modifica" che Paolo apporta al suo stile e aspetto fisico.
Si sottomette, ma non lo fa per compiacerlo, bensì perché ha bisogno di quel lavoro!

Così, tra vendite di giocattoli piccanti e timidi sguardi al suo capo, qualcosa cambia nel loro rapporto e la scintilla della passione scatta inevitabilmente!
Ma si sa, le bugie prima o poi vengono sempre a galla... e questo caso non farà eccezione!
L'amore trionferà ugualmente? Ovvio che sì!

Premettendo che non sono un'amante dei romanzi erotici che spesso hanno trame inconsistenti e sono incentrati esclusivamente su scene di sesso a non finire, in questo caso ammetto che la storia ha un buon bilanciamento.
Ci sono dialoghi scherzosi e divertenti, protagonisti ben descritti, una buona sintassi, sentimenti d'amicizia e amore, e scene di sesso senza fronzoli. Il tutto ben amalgamato in una storia che non annoia e anche se pare ripetitiva ad alcuni celebri film o romanzi già sentiti e visti, in realtà i protagonisti si differenziano dagli altri.

Gina si lascia plasmare per ottenere il lavoro, ma quando è ora di dire: "vai a quel paese, perché su certi aspetti non cambio", allora lo fa.
E lui, il bellissimo Paolo spregiudicato, deve aprire gli occhi e capire che il mondo non gira intorno a lui.

La protagonista mi è piaciuta molto... nonostante il tenero guscio nasconde un lato piccante desideroso di uscire allo scoperto.
Senza contare l'amica denominata "la Patty" e la collega Silvana: sempre prodighe di consigli e super affettuose con Gina.
Subentrerà poi la tipica mangia uomini desiderosa di accaparrarsi qualcuno che le garantisca agi a non finire... ma Gina saprà rimetterla al suo posto!

Una lettura senza impegno, adatta per l'estate!

Voto: 2/4
Bello
 







 

domenica 12 giugno 2016

Recensione: Sarai per sempre mia amica - di M.O.Walsh

Buona domenica cari lettori!
Oggi vi presento la recensione del primo libro che sancisce una collaborazione con la casa editrice Garzanti.
Il romanzo "Sarai per sempre mia amica", mi è stato gentilmente inviato per posta in tempi velocissimi, perciò ringrazio la casa editrice non solo per avermi accordato la collaborazione, ma anche per la disponibilità nell'inviarmi il cartaceo.
Non potete immaginare i miei salti di gioia quando, rientrando a casa la sera, stanca e desiderosa di sprofondare in un buon libro, ho visto il pacchetto sopra il tavolo...
Penso che il quel momento gli occhi mi si siano illuminati a cuoricino, e ora che finalmente sono riuscita a terminarlo, sono pronta per postarvi il mio parere. :)

  
Trama 
Sta calando la sera sul marciapiede di una tranquilla via di Baton Rouge, ma nemmeno la brezza notturna riesce a smorzare il caldo torrido dell'estate in Louisiana. Lindy Simpson pedala sulla sua bicicletta. Ha quindici anni e, come ogni giorno, sta tornando a casa dopo gli allenamenti. Improvvisamente una figura nascosta nell'ombra la aggredisce. Lindy cade tra le aiuole e perde i sensi. Al risveglio la sua vita non è più la stessa. La piccola comunità del quartiere è sconvolta. Tra le ordinate villette a schiera e i recinti imbiancati serpeggia l'inquietudine. Quattro sono i sospettati del crimine. Uno di questi è un ragazzino di quattordici anni, da sempre amico di Lindy, da sempre innamorato di lei. La sua casa è a poca di distanza da quella della famiglia Simpson e il suo è un amore adolescenziale, ossessivo. La spia, la segue, conosce tutte le sue abitudini e la disegna in splendidi ritratti. E quando Lindy vive quell'incubo sente di doverla proteggere, di dover cercare chi è stato a farle del male. Anche se questo significa scoprire verità scomode, che il quieto vivere teneva nascoste. Sente di doverlo fare perché c'è un'altra colpa che lui solo conosce, e che non gli dà pace. Una colpa legata alla sera dell'aggressione, una colpa legata alla paura e alla vigliaccheria di un amore acerbo...


Baton Rouge è una cittadina di periferia tranquilla, priva di deliquenza e fatti sgradevoli.
Nell'estate del 1989, però, qualcosa cambia.
Una sera come tante, nella tranquillità del crepuscolo, tra il canto delle cicale e i rimasugli di una giornata soleggiata che pizzica la pelle, Lindy Simpson viene tramortita e stuprata.
Da quel momento i genitori si sentiranno in dovere di proteggere maggiormente i loro figli e si guarderanno intorno, diffidando di chiunque. 

La storia di Lindy e degli altri abitanti di Baton Rouge è raccontata da un ragazzo.
Un giovane protagonista di cui non sapremo mai il nome e che stenderà la sua versione dei fatti restando sempre fermo su un'unico punto: lui è innocente.

Agli occhi di sua madre, però, per un certo periodo non sembra essere così.
L'amore che prova per Lindy è infatti qualcosa di profondo, appassionato e ossessivo.
La spia con il binocolo, fantastica su di lei in maniera estrema e osserva ogni suo movimento.
Ciò che prova per lei è un amore acerbo, intriso di inesperienza e del desiderio di comprendere cosa voglia dire amarsi veramente.

Attraverso le sue parole il lettore viene trasportato negli anni '90, nella vita di un ragazzo che deve affrontare il divorzio dei genitori e un tragico lutto.
Nelle sue parole ci sono rabbia, malessere, senso di impotenza e delusione.
Il suo amore per Lindy è un sentimento non corrisposto, destinato a non realizzarsi mai.
Eppure, nonostate questa consapevolezza, farà di tutto per starle accanto, proteggerla, curarne lo spirito lacerato e svelare la verità su quella fatidica sera d'estate.
M.O. Walsh conduce il lettore in un racconto che sonda la coscienza e la psiche di un ragazzino che tenta di entrare nel mondo degli adulti con la tipica goffaggine degli adolescenti.
Al contrario, Lindy è una ragazza che si ritrova improvvisamente cresciuta, con un bagaglio di emozioni ben più grande di ciò a cui dovrebbe far fronte, e un'esperienza che la segnerà per sempre.

Come lettrice ammetto di aver avuto grandi aspettative per questo romanzo; forse troppe.
La storia si legge velocemente, i protagonisti sono ben definiti, ognuno dei quali potevo vederlo e toccarlo. 
Eppure mancava qualcosa. Mancava l'affetto per il protagonista, che purtroppo non ho provato.
Così come per Lindy.
Togliendo questi particolari così personali, posso dire che nel complesso è davvero ben scritto, con un finale che mi ha stupito, inducendomi a riflettere sul significato e la potenza della verità.
Un potere che a, volte, rischia soltanto di fare più male, riaprendo ferite che si erano cicatrizzate, costringendoci a dare un volto al nostro male.



Voto: 2/4

Bello













venerdì 10 giugno 2016

Tag #6: Happy book + Il tag dei books

Buongiorno lettori!!
Dopo essere stata nominata da un sacco di persone per partecipare a questi due tag, finalmente riesco a postare il tutto!!
Devo ringraziare un sacco di blogger, ma purtroppo ho perso il conto di quante siano, e di nomi me ne ricordo soltanto due quindi, per non far torto a nessuno, ringrazio tutte quelle che mi hanno gentilmente taggato senza fare nomi!  :D
In cosa consistono questi tag vi chiederete? Semplice: rispondere alle domande! ;)



Happy book tag
1. Cosa ami nel comprare nuovi libri?

Amo il profumo del libro, la consistenza, la copertina patinata e colorata.
Adoro l'effetto che fa il dorso del libro nella mia libreria, come se avessi un tesoro in più da custodire gelosamente.

2. Quanto spesso compri libri? 
Non ho un tempo predefinito. Mi è capitato di acquistarne tre in un colpo solo (uno era in sconto, l'altro a prezzo stracciato.. e il terzo? Il terzo ci voleva perchè non c'è due senza tre!) ;)
A volte però possono passare anche mesi senza acquistarli... dipende sempre dal periodo e budget.

3. Libreria o negozio on line. Quali dei due preferisci?
Principalmente libreria per le nuove uscite, oppure per i momenti in cui sto facendo shopping, avvisto una libreria e... chi mi ferma più???
Per gli acquisti di libri che hanno un paio d'anni e in libreria sono introvabili, invece, acquisto in internet volumi usati a prezzi fantastici! :)

4. Hai una libreria (bookstore) preferita?
Sì! Nella mia città ci sono due Giunti: una al centro commerciale e una in centro. Ho una fantastica tessera per accumulare punti e sconti e... cos'altro volere dalla vita?! 

5. Pre- ordini i libri?
Onestamente non mi è mai successo... aspetto sempre l'uscita. La mia lista è talmente lunga che ne ho sempre a disposizione.

6. Hai un limite di libri acquistabili in un mese?
Non mi sono mai data un limite... però penso che oltre i tre debba fermarmi. Se non per me almento per il mio povero portafoglio. Che è povero nel vero senso della parola!!! :D

7. I divieti di acquisti di libri fanno per te?
Direi decisamente NO!!! Chiunque mi vieti di acquistare un libro dovrà fare i conti con la mia furia omicida!!!
L'unica persona che può vietarmi di acquistarli sono io.. e succede quando una trama non mi convince del tutto.

8. Quanto è lunga la tua wish list?
La mia lista è talmente lunga che non ho neppure il coraggio di contare quanti libri siano appuntati.
Una cosa è certa: di questo passo non la terminerò mai!!

 9. Nomina tre libri che vorresti possedere ora (tra quelli della wish list)
"La lettera" di Hughes Kathryn, "Le sorelle" di Claire Douglas e "La ricamatrice di segreti" di Kate Alcott
10. Chi tagghi?
Lo scrivo dopo...


Il tag dei Books

1. Chiedervi il titolo del libro, dei libri sarebbe un controsenso. Quindi voi avete libri segreti? 
Libri che avete letto e tenete gelosamente nascosti? Di cui non parlate mai? Cosa rende loro così speciali?
No, non ne ho nessuno. Quelli che più ho amato li ho condivisi proprio per far conoscere ciò che mi aveva resa così felice.

2. Qual è la citazione di un libro che amate particolarmente? Una citazione che vi è entrata nel cuore, che vi ha travolto, che vi ha fatto dire: "Sono io, sono proprio io!" con euforia?
Riportatela  e spiegate il motivo per cui  la ritenete davvero importante.
"Anelava alla solitudine ma detestava essere sola, una contraddizione in termini della quale nemmeno lei riusciva a venire a capo". 
La citazione è presa dal libro "Vita dopo vita" di Atkinson Kate, e mi rispecchia così bene da spaventarmi.
Non mi provoca euforia, bensì mi porta a riflettere su me stessa e su come, in qualsiasi cosa, io sia sempre in contrapposizione.
Praticamente sono una contraddizione ambulante!!! 

3. Qual è il libro che vi ha fatto innamorare della scrittura? Raccontatemi della vostra prima lettura, del perchè leggete. Sono curiosissima di sapere ogni cosa.
Il libro che mi ha fatto innamorare della lettura è stato "L'isoa del tesoro".
La cosa strana è che io non l'ho mai letto di persona, nè ricordo la trama o il testo. è stato piuttosto un libro che mi lesse mia madre quando ero piccola e, in preda a un'influenza durata una settimana, i momenti in cui, ogni sera, si sedeva accanto al mio letto e mi leggeva quel libro, è tra i più belli che conservo nel cuore.
Da quel momento mi sono innamorata della lettura.

4. Ultima ma non meno importante. Cos'è per voi un libro? Cosa vuol dire leggere e quali emozioni vi suscita?
Leggere un libro è sognare, dimenticare i problemi, respirare nuove situazioni, nuove vite.
Leggere è vivere.


E ora chi taggo
Taggo tutte quelle o quei blogger che non hanno ancora avuto l'occasione di fare questi tag!
E se li fate, lasciatemi il link del vostro blog che così andrò a leggerli! :) 



martedì 7 giugno 2016

Recensione: I frutti del vento - di Tracy Chevalier

Buongiorno cari lettori e lettrici!
Oggi è una di quelle giornate turbolente, in cui devo correre in fretta di qua e di là, quindi posto velocemente la recensione che ho scritto ieri riguardo la mia ultima lettura.
Anni fa mi ero addentrata nei libri della famosa Chevalier, molto nota per aver scritto "La ragazza con l'orecchino di perla" (da cui poi ne hanno tratto un film). Il libro in questione era "La vergine azzurra", che non mi piacque per niente.
A distanza di anni ho voluto dare un'altra chance all'autrice, ho richiesto "I frutti del vento" in biblioteca, e dopo quasi due mesi di attesa (chissà perchè tutti volevano questo libro!), sono riuscita a leggerlo e posso dire con assoluta certezza che non comprerò nè leggerò mai più nulla di questa autrice.


Trama
Nella prima metà del XIX secolo James e Sadie Goodenough giungono nella Palude Nera dell'Ohio dopo aver abbandonato la fattoria dei Goodenough nel Connecticut. La legge dell'Ohio prevede che un colono possa fare sua la terra se riesce a piantarvi un frutteto di almeno cinquanta alberi. Una sfida irresistibile per James Goodenough che ama gli alberi più di ogni altra cosa, poiché gli alberi durano e tutte le altre creature invece attraversano il mondo e se ne vanno in fretta. In quella terra, dove gli acquitrini si alternano alla selva più fitta, James pianta e cura con dedizione i suoi meli. Un frutteto che diventa la sua ossessione; la prova, ai suoi occhi, che la natura selvaggia della terra, con il suo groviglio di boschi e pantani, si può domare. La malaria si porta via cinque dei dieci figli dei Goodenough, ma James non piange, scava la fossa e li seppellisce. Si fa invece cupo e silenzioso quando deve buttare giù un albero. Finché, un giorno, la natura selvaggia non della terra, ma della moglie di James, Sadie, esplode e segna irrimediabilmente il destino dei Goodenough nella Palude Nera. Romanzo che si iscrive nella tradizione della grande narrativa americana di frontiera, "I frutti del vento" è un'opera in cui Tracy Chevalier penetra nel cuore arido, selvaggio e inaccessibile della natura e degli uomini, là dove crescono i frutti più ambiti e più dolci che sia dato cogliere. 

All'inizio del 1800 l'America era una terra che gli uomini in cerca di fortuna desideravano conquistare.
L'idea di immense distese di appezzamenti privi di un proprietario, corsi d'acqua cristallina e giacimenti d'oro, spingevano i nuovi conquistatori a mettersi in viaggio per ritagliarsi un pezzetto del Nuovo Mondo.

James e Sadie sono una coppia che vive in Ohio, più precisamente in un luogo chiamato "Palude Nera".
In questo luogo inospitale, in cui si gela d'inverno e in estate si muore di malaria, i Goodenough decidono di costruirsi una casa e iniziare a coltivare mele.
James le adora di tutti i tipi e colore, ma la sua preferita è la Golden.
Ama i suoi meleti più dei suoi stessi figli, e prosegue il grande sogno di veder prosperare le sue piante.
Sadie invece ama l'acquavite, stordirsi sino a dimenticare il remoto luogo in cui il marito l'ha costretta a vivere, seppellendo il dolore di essersi vista portare via cinque dei suoi dieci figli, dalla malattia.

Il loro rapporto è saturo di acredine, menzogne e risentimento.
I  Goodenough non sono una bella famiglia. I figli non sono uniti, alcuni detestano altri, e i genitori non danno il buon esempio.
Soltanto due bambini si distinguono per la loro purezza d'animo: Martha e Robert.

Martha è un bimba dolce e docile, spesso impaurita dai cambiamenti d'umore della madre, e quella su cui tutti riversano le loro colpe, costingendola a prendersi cinghiate dal padre.
Ma non Robert. Lui vuole bene a sua sorella, e cerca di proteggerla.
è un bambino silenzioso, con lo sguardo sempre attento e profondo. Così intenso che i genitori possono leggere  le loro vergogne nei suoi occhi.

Là, il un luogo fangoso, isolato dal resto della civiltà, tra astio e malanimo, accadrà la disgrazia che sgretolerà per sempre la fragile situazione familiare, costringendo i figli di James e Sadie a dividersi, ognuno in cerca della propria strada.

Perchè non mi è piaciuto il libro vi chiederete voi? Per i seguenti motivi:
James e Sadie sono due persone riprovevoli. Lei in particolare è disgustosa.
Gli altri figli non sono da meno, se non i due piccoli Martha e Robert.
La parte intermedia del libro è stata lentissima, con lunghe descrizioni delle sequoie americane che, per quanto belle, alla lunga stanca sentirne parlare continuamente in ogni dettaglio.
Il resto dei personaggi non mi ha trasmesso nulla, e il finale è stato deludente e inconcludente.
L'unico protagonista sopravvissuto mi è sembrato debole e insignificante.

La maggiore delusione è che anche il precedente libro della Chavalier mi trasmise le stesse identiche sensazioni, quindi penso che con rammarico non affronterò mai più un suo romanzo, nonostante abbia un esteso pubblico che va in adorazione al cospetto dei suoi scritti.

Qualcuno di voi ha letto questo libro? Sono molto curiosa di leggere i vostri pareri.


Voto: 1/4
Non mi ha convinto



sabato 4 giugno 2016

Recensione: Ritorno a Riverton Manor - di Kate Morton

Buongiorno cari lettori! 
Dopo aver sbadatamente cancellato tutte le immagini del blog, e aver trascorso qualcosa come quattro ore a ripristinarle tutte (o quasi perchè ne spunta sempre una che manca), finalmente ho trovato il tempo per postare la recensione di un libro davvero meraviglioso, terminato in una settimana che, tra mille impegni, si è rivelata davvero esasperante!
Sto parlando di "Ritorno a Riverton Manor" di Kate Morton... una scrittrice che finora reputo una garanzia.

A voi la trama! ;)


Trama
Riverton Manor, Inghilterra 1924. È la festa di inaugurazione della sontuosa dimora degli Hartford, e il fragore di uno sparo si confonde con i botti dei fuochi d'artificio che illuminano il cielo. Il poeta Robert Hunter giace senza vita nei pressi del laghetto della tenuta, con la pistola ancora fumante in mano. È suicidio? Di sicuro è uno scandalo che scuote fin dalle fondamenta l'aristocratica casata, perché le uniche testimoni del fatto sono le sorelle Hannah ed Emmeline Hartford. Che da allora non si parleranno mai più. Inverno 1999. Sono passati più di settant'anni da quella notte, e la quasi centenaria Grace Bradley, nella casa di riposo in cui trascorre i suoi ultimi giorni, è convinta di essersi lasciata per sempre alle spalle i fantasmi del passato e i tristi ricordi. Ma una giovane regista americana, che vuole realizzare un film sulle sorelle Hartford e su quel misterioso suicidio, chiede la sua consulenza. Grace, infatti, oltre che testimone di tempi ormai remoti, è stata anche direttamente coinvolta nella vita della famiglia: cameriera personale di Hannah, fin da bambina aveva servito come domestica a Riverton Manor. Dapprima riluttante, accetta poi di collaborare e comincia a rievocare le vicende dei giovani Hartford, destinati a un'esistenza tanto fulgida quanto breve: il promettente David, partito giovanissimo per il fronte e mai più tornato; la sensuale e intelligente Hannah; la gaia e capricciosa Emmeline; e soprattutto l'enigmatico Robert Hunter, del quale entrambe le sorelle erano innamorate...

 La vera storia, o meglio il passato, non è mai così. Non è omogenea, nè lineare. 
Non possiede contorni definiti, bensì vaghi ed evanescenti, impenetrabili come lo spazio. 
E il quadro è sempre pronto a mutare: proprio quando credi di aver individuato un certo disegno, la prospettiva si ribalta ed emerge una visione alternativa, memorie a lungo dimenticate tornano alla luce.

Nella mia vita di appassionata lettrice ho appreso che, di tanto in tanto, capita di trovarsi dinnanzi a scrittori e scrittrici, la cui dote di intessere trame e personaggi attorno a misteri e segreti, è un dono straordinario.
In questo caso specifico Kate Morton è un'autrice di grande maestria, in grado di condurre il lettore in luoghi da cui non vorremmo mai uscire.
Riverton Manor è una grande tenuta che riposa tra le valli inglesi; un pilastro dell'aristocrazia, memoria di antiche usanze ormai dissoltesi nel tempo.
Tra i corridoi della servitù si respira ancora l'odore delle pietre centenarie con cui è stata costruita.
La grande biblioteca con la cupola di vetro è un focolaio di conoscenza, e balli e feste sono eventi suntuosi e oppulenti.

Lo sa bene Grace Bradley, un'aziana signora ormai prossima alla fine dei suoi anni, che desidera condividere il suo passato con il nipote Marcus.
Inizia così a raccontare del primo giorno in cui giunse a Riverton Manor: una ragazzina timida e impaurita che entra al servizio della famiglia Hartford in qualità di cameriera, nei primi anni del 1900.
Un compito di basso rango, che la relegherà nella parte inferiore della classe sociale, ma che le darà anche la possibilità di conoscere i fratelli Hartford, suoi coetanei.

Là, tra David, Hannah e Emmeline, Grace trova il suo posto nel mondo. Ama stare accanto alle due sorelle, le sente vicine a sè e con Hannah condivide un segreto che cambierà il loro futuro.
è attraverso i suoi occhi  che li vediamo crescere;  guardiamo David partire per il fronte della Prima guerra mondiale senza far mai più ritorno, osserviamo l'opulenza della nobile famiglia decadere poco a poco, e assistiamo alle infauste scelte di vita delle due giovani sorelle.

Hemmelin diventerà una civetta frivola, dedita alle feste e al divertimento.
Hannah, invece, sarà un animale in gabbia che anela ad una realizzazione professionae ed esistenziale che non raggiungerà mai; e Grace le sarà sempre accanto, sino alla fine.

Il destino non serba alcuna pietà per il cuore delle giovani ragazze, e senza volerlo Hannah ed Emmeline finiranno per innamorarsi dello stesso uomo: Robert Hunter, un poeta nel cui cuore imperversano i ricordi di una guerra che non l'ha mai abbandonato del tutto.

Mentre Grace assiste a scandali, scelte dense di sensi di colpa e relazioni pericolose, il secolo muta il suo corso, i suoi usi, tradizioni e mentalità.
La gente comune è stanca di servire l'aristocrazia, c'è più libertà di espressione, i modi cambiano e con essi gli stili di vita.
Le crinoline e i grembiuli da cameriera vanno via via svanendo, così come il possente maniero di Riverton Manor si vede abbandonare a se stesso.

Con estrama maestria, Kate Morton intesse una ragnatela di storie, segreti e incomprensioni, attorno a una grande casa di campagna, dove il terreno declina dolcemente sulle rive di un lago che sarà testimone del segreto più terribile di tutti.
Qualcosa che dividerà per sempre le sorelle Hartford, spezzerà l'amicizia tra Hannan e Grace, e costringerà quest'ultima a nascondere la verità agli occhi del mondo.

Come sempre, avendo letto anche gli altri libri precedenti a questo (Il giardino dei segreti e Una lontana follia), posso dire che Kate Morton è in grado di costruire le ambientazioni con aggraziata maestria. 
Che si parli di grandi case antiche o castelli, lei riuscirà comunque a farvi sentire l'odore della tappezzia, lo scricchiolio dei pavimenti in legno, il profumo dell'aria che permea gli ambienti.
E poi ci metterà un segreto. Qualcosa di oscuro e impensabile che non riuscirete a svelare sino alle ultime, struggenti pagine.
Allora chiuderete il libro con delicatezza, farete un sospiro, e nel profondo sentire già la mancanza di un luogo denso di mistero che, senza accorgervene, vi ha letteralmente stregato.



Valutazione finale: 3/4