sabato 8 ottobre 2016

Recensione: Ho lasciato entrare la tempesta - di Hannah Kent

Buon sabato cari lettori!
Ieri ho avuto ufficialmente la sensazione che l'autunno sia finalmente arrivato.
è bastato un mercoledì di pioggia e da allora, nonostante il sole, gli alberi paiono essersi improvvisamente spogliati delle loro foglie, i marciapiedi si sono colorati di rosso e giallo, e la sera dormo rannicchiata al calduccio sotto la trapunta.
In questa stagione di passaggio, che peraltro amo molto, ho terminato di leggere un romanzo piuttosto triste, che da voce alla storia di Agnes Magnùsdottir: l'ultima donna ad essere stata condannata a morte in Islanda.
Se siete curiosi di leggere un racconto di vita semplice ma toccante, e di un amore che conduce a un fato avverso, allora spero vogliate restare ancora un po' in questa pagina.


Trama
Strega, seduttrice, colpevole, assassina: Agnes Magnúsdóttir è accusata di molte cose. Perché nell'Islanda dell'Ottocento - immersa nella nebbia come in mille superstizioni - lei, con la sua bellezza, il suo animo ribelle, la sua intelligenza troppo vivace, è diversa da tutte. Diversa anche per l'uomo che si è scelta: Natan Ketilsson, un uomo più vicino ai diavoli dell'inferno che agli angeli del paradiso, come mormorano nel villaggio, capace di risuscitare i morti con pozioni a base di erbe conosciute solo da lui. E ora che Natan è morto, ucciso da diciotto coltellate, il villaggio decide che la colpevole dell'efferato omicidio non può che essere lei, Agnes. La donna che lo amava. E mentre, ormai condannata, attende la morte per decapitazione, Agnes racconta la sua versione della storia alle uniche persone amiche che il destino le concede nei suoi ultimi giorni: la moglie del suo carceriere, e un giovane e inesperto confessore. E anche se la morte sarà la fine inevitabile, per Agnes la vita continua altrove: nei pensieri, nei sogni, nelle storie che ha letto, e nell'amore per Natan. Le cose che appartengono soltanto a lei, e che nessuno potrà toglierle.
 
Corre l'anno 1828, e  in Islanda una donna attende la propria sentenza di morte in una cella umida e fredda.
Si chiama Agnes Magnùsdottir, ha soli 33 anni, ed è accusata di aver ucciso Natan Ketilsson, l'uomo per cui lavorava come serva.
Nessuno ha creduto alla versione di Agnes, e a ciò che accadde quella notte di un anno prima.
è sempre stata una serva che si spostava di fattoria in fattoria, guardata con gelosia da ragazze che ne invidiavano la bellezza, le abilità domestiche e il sagace intelletto.




"Non mi permettevano di vedere ciò che era accaduto a modo mio, 
ma prendevano i miei ricordi e li distorcevano in qualcosa di sinistro; 
 hanno stravolto la mia dichiarazione riguardo a quella notte, 
e mi hanno apparire malvagia.
Tutto ciò che ho detto è stato estirpato e alterato 
finchè quella storia non era più la mia."


Nonostante non venga nutrita, nè le sia data assistenza medica o alcunché, è comunque reputata un peso economico per la prigione, e viene quindi condotta nella dimora dell'intendente Jòn Jònsodòttir, per rimanerne reclusa sino alla sentenza di morte definitiva.

Quando Agnes giunge sulla porta di Margrèt (moglie di Jòn, e madre di Lauga e Steina), la donna si trova  davanti un essere ricoperto di pidocchi e sporcizia vecchi di un anno.
Con mano ferma e decisione, Margrèt la lava, le dona abiti puliti, un giaciglio su cui dormire e cibo per sfamarla.

Sotto il suo occhio vigile la padrona di casa osserva Agnes con attenzione. Lavorano a stretto contatto e di tanto in tanto parlano.
è a lei e al reverendo Thorvardur Jònsson, chiamato Tòti, che Agnes decide di raccontare la sua storia da quando, a dieci anni, fu abbandonata dalla madre sulla soglia di una fattoria.


  "Ma non sanno chi sono. 
Io resto muta. 
Determinata a chiudermi al mondo, a serrare il mio cuore e a tenere stretto 
quel poco di me che non hanno ancora rubato.
Non posso perdere tutta me stessa."

Per tutta la vita Agnes lavorò sodo, cucinando, pulendo, mietendo i campi con la falce, accudendo  animali e figli dei suoi padroni.
Mentre in alcuni paesi d'Europa anche la gente più povera viveva in dimore in cui vi erano più stanze, in Islanda si abitava in case fatte di paglia e torba, e composte da dispensa, cucina e un'unica grande stanza in cui padroni, figli, domestici e contadini dormivano, mangiavano e conversavano tutti insieme.

Quando Agnes conobbe Natan sentì che la sua vita sarebbe cambiata.
Lui non era come tutti gli altri contadini: era un uomo colto, dispensatore di erbe e guaritore per alcuni, figlio del demonio per altri.
Con lui, la promessa di una vita migliore, lontano dalla povertà e da un lavoro che distrugge il corpo, sembrava essere a portata di mano.
Il  loro amore, pensa, darà vita a un nuovo inizio.
Ma non sempre ciò che ci aspettiamo si realizza.

Davanti al fuoco, nelle gelide notti islandesi, o lavorando a maglia, Agnes apre il suo cuore al reverendo Tòti e Margrèt, confida loro come è vissuta,  quanto amasse Natan e come, in un fredda notte d'inverno, accade l'irreparabile.


"La memoria è instabile come la neve nel vento, 
o una corale di spettri che parlano tutti assieme." 

Solo in alcuni punti mi sono un po' annoiata: ad intervalli, infatti, la storia passa a punti di vista diversi, come il reverendo Tòtì o annotazioni ufficiali presenti negli archivi islandesi di cui, però, essendo scritto con un gergo antico, ho faticato a comprenderne il significato.

"Ho lasciato entrare la tempesta" non è una storia a lieto fine, ma il racconto di una donna che per amore ha dovuto andare incontro alla morte. 
L'autrice ha cercato di spiegare la sua storia in modo diretto ed efficace, nella speranza di redimere il ricordo con cui Agnes venne descritta nei documenti inerenti all'esecuzione.
"Una strega insensibile che istigò l'omicidio"; così venne identificata.
Ma quanta verità vi è in tutto questo?
Neppure la ricerca più approfondita può spiegare cosa sia davvero accaduto.
Le chiacchiere non infondono che menzogne e rancori, e a volte è più facile credere ad atti malvagi che a scelte fatte per amore.



Voto: 2/4 Bello

 












18 commenti:

  1. Ciao Jasmine buon sabato <3 ho questo libro in libreria da anni ma non l'ho ancora letto. La storia mi intriga e tu con la tua profonda recensione me lo hai ricordato, grazie! Fa di sucuro parte delle letture che voglio recuperare presto <3 un bacione

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    1. Ciao Ely!
      è sempre bello sapere di avere una lettura in comune, anche se ancora da leggere! ;)
      Sono molto curiosa di sapere cosa ne penserai, e spero di poter leggere presto una tua recensione! :)
      Un abbraccio! ^_^ ^_^

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  2. Ciao Jasmine, le tue belle recensioni riguardano sempre romanzi molto particolari! Non credo leggerò questo libro, ma ho gradito lo stesso conoscere qualcosa in più sulla sua trama, oltre che le tue considerazioni :-)

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    1. Ciao Ariel!
      Ti ringrazio! Mi fa piacere che tu abbia letto la recensione nonostante il romanzo non sia il tuo genere! ;)
      é un libro molto particolare, ma accantonando la triste storia, posso dire che è anche un modo per capire come vivevano gli islandesi del diciannovesimo secolo.
      Ho imparato tante cose che non sapevo, e questo mi è piaciuto molto! :)

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  3. Ciao Jasmine! Grazie di avermi fatto conoscere questo libro perché mi ha davvero incuriosito..Adoro le storie di questo genere..l'ho aggiunto subito alla mia wishlist *_*
    Un bacio :-*

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    1. Ciao Maria!!! Mi fai davvero felicissima!!!
      Non sono l'unica che ama le storie drammatiche!!! :D :D :D
      Un abbraccio!!!! <3

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  4. Cara Jasmine,
    riesci sempre a trovare libri particolari e belli da farmi conoscere. Mi piace semrpe leggere le tue parole quando fai la recensione a un libro perchè si vede subito cosa ti colpisce e cosa no.
    La storia sembra particolare, mi hai incuriosita parecchio sebbene come tu sappia non sia il mio genere, certe tipologie di storie a prescindere dal loro finale sono sempre interessanti da scoprire, mi piace quando dici che hai scoperto cose che non sapevi, penso sia una delle cose più belle della lettura: imparare cose nuove. Devo ancora decidere se ci farò un pensierino, ma ormai la curiosità è arrivata...
    E poi (eh eh stavolta niente doppio commento mi sono ricordata in tempo ^-^) mi piace come hai iniziato questo post sembrava quasi di entrare in contatto con te prima di leggere il libro e la tua recensione. E' anche per questo che adoro passare nel tuo angolino.
    Non doppio commento ma lungo commento stavolta :D
    Un abbraccione!

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    1. Cara susy, i tuoi commenti mi scaldano sempre il cuore!
      Ormai sono diventati una specie di coccola!! :) :)
      Ed è molto bello sapere che nonostante il libro non sia il tuo genere, apprezzi comunque il mio pensiero!
      Con la prossima recensione penso che potrei convincerti a leggere il libro... Si tratta di un romanzo che parla d'amore e dalla trama sono certa di piacerà! ;)
      Un super abbraccio!!

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  5. Adoro i libri che parlano di stregoneria, soprattutto se rivissuta e quindi raccontata a posteriori dalla protagonista. Ne ho letto uno molto simile "La verità di Corrag" di Susan Fletcher, che mi sento di consigliarti perché credo possa piacerti. Si tratta di un romanzo molto coinvolgente che è entrato di diritto tra i miei preferiti :) Buon weekend e buone letture!

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    1. Ciao Anna! A dire il vero il libro non parla di stregoneria... Ma una volta qualsiasi donna fuori dal comune veniva definita così :(.
      Prendo subito nota del tuo consiglio!! :) :)
      Buona domenica! :) :)

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  6. Sono sempre interessanti le storie di donne con vite tormentate, però, cavolo che rabbia mi fa sapere di queste ingiustizie dettate da ignoranza e invidia! Se anche il libro non è tratto da una storia vera, sicuramente sarà un evento accaduto chissà in quanti luoghi del mondo!

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    1. Ciao Nik!
      Hai ragione: chissà quante storie non raccontate simili a questa ci sono state nel mondo... E che sicuramente ci sono ancora! :(
      Buona domenica e un abbraccio!

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  7. Ciao cara,
    come come Ely ho questo libro in libreria da mesi. Comprato per il nome della protagonista che è uguale a quello di mia figlia.
    Prima o poi lo leggerò. Grazie per la tua bella recensione.
    un saluto da Lea

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    1. Ciao Lea!!
      In questo caso tua figlia ha davvero un nome bellissimo!! :)
      Grazie a te per aver letto la recensione! Spero che un giorno riuscirai a recuperare il libro!
      Un abbraccio! :)

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  8. che storia straziante! Non credo faccia per me, ma mi è piaciuta la tua recensione

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    1. Ciao Chiara!
      Lo so.. putroppo questo è un genere di libro a cui servono momento e spirito giusto per affrontarlo!
      Spero di convincerti con la prossima lettura! ;)

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  9. Ciao Jasmine! Partendo dalla trama mi sembrava un libro bellissimo, l'epoca d'ambientazione è una delle mie preferite, ma arrivata in fondo non ero più sicura facesse per me >.< Ci penserò, la tua recensione mi ha aiutata molto =)

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    1. Ciao Avid! :) che bello ritrovarti! :)
      Sono felice che la mia recensione ti abbia aiutato! Spero ci farai un pensiero! :)

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