sabato 16 aprile 2016

Recensione: Avevano spento anche la luna - di Ruta Sepetys

Ieri sera, con lo sguardo rivolto al muro, il cuore stretto in una morsa nostalgica e tra le mani il libro "Avevano spento anche la luna", mi sono chiesta perchè.
Perchè durante tutti gli anni scolastici gli insegnanti di storia non mi hanno mai parlato di questo?
Hanno voluto omettere di proposito i terribili fatti realmente accaduti in questo libro? O semplicemente li ignoravano?
Ma può un'insegnante laureato in storia essere all'oscuro di simili avvenimenti?
Tante domande e una rabbia profonda, dalle ombre astratte, che mi ha scossa in un modo che non credevo possibile. Mi sono sentita un'ignorante a leggere di cose realmente avvenute di cui non sapevo nulla.
E poi ho pensato ai professori, e mi è dispiciuto per loro. Perchè non hanno fatto il loro dovere.
Non hanno trasmesso ai loro alunni una verità così importante. Una realtà che ha segnato gran parte del '900.
So che non capite le mie parole, per questo vi chiedo di leggere la trama del libro....



Trama
Lina ha appena compiuto quindici anni quando scopre che basta una notte, una sola, per cambiare il corso di tutta una vita. Quando arrivano quegli uomini e la costringono ad abbandonare tutto. E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza. È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica irrompe con violenza in casa sua, in Lituania. Lina, figlia del rettore dell'università, è sulla lista nera, insieme alle famiglie di molti altri scrittori, professori, dottori. Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere. Verrà deportata. Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe. Settimane di fame e di sete. Fino all'arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio, dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando. E dove non resta niente, se non la polvere della terra che i deportati sono costretti a scavare, giorno dopo giorno. Ma c'è qualcosa che non possono togliere a Lina. La sua dignità. La sua forza. La luce nei suoi occhi. E il suo coraggio. Quando non è costretta a lavorare, Lina disegna. Documenta tutto. Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre. E l'unico modo, se c'è, per salvarsi. Per gridare che sono ancora vivi. 

Si può a quindici anni essere strappata dalla propria casa senza alcun preavviso, senza sapere dove ti stanno portando, per quanto tempo starai via, e senza sapere dove sia tuo padre? E se mai lo rivedrai?
Ecco, immaginatevi una ragazzina piena di sogni, di speranze, di vita, che in camicia da notte si appresta a scrivere una lettera all'amata cugina, quando sente bussare alla porta.
Prima di capire cosa stia succedendo, Lina si ritrova su un camion con altre persone. 
I russi hanno invaso la Lituania, si sono appropriati della sua casa e di tutto ciò che contiene, in nome di una dittatura che non conosce, colpevolizzandoli di reati inesistenti.

Inizia così il lungo viaggio di Lina, il fratellino Jonas e la madre Elena.
Da un camion passano a un treno merci, stipati con altre centinaia di donne, bambini e qualche anziano.
Nessuno di loro sa cosa stia accadendo, nè comprendono cosa vogliano dire le parole impresse sul loro vagone. "Ladri e prostitute" recita la scritta in russo.

La mamma continuò a parlare in russo e tirò fuori dal cappotto un orologio da taschino. Conoscevo quell'orologio. Era di suo padre e aveva inciso il suo nome nell'oro malleabile della cassa. L'agente glielo strappò di mano, lasciò andare Jonas e cominciò a gridare ordini alle persone accanto a noi.
Vi siete mai chiesti quano vale una vita umana?
Quella mattina la vita di mio fratello valeva un orologio da taschino.

E mentre il treno parte e si avvia lontano dalla Lituania e da tutto ciò che conoscono, Lina si stringe accanto agli altri passeggeri e impara a conoscerli, e a dividere con loro il poco cibo che possiede, perchè persino nella disperazione più assoluta, sua madre Elena si mostra capace di grande generosità e amore verso il prossimo.
Ci sono la sua insegnante, la bibliotecaria, un venditore di francobolli, e la moglie di un ufficiale con un figlio poco più grande di Lina: Andrius.
La loro colpa è quella di essere persone istruite, con idee proprie; uomini e donne che hanno aiutato altri a fuggire dal comunismo che si è preso il loro paese, o che sono soltanto sospettati di intralciarlo in qualche modo.

L'ostilità dell'NKVD rafforzava la mia voglia di sfidarli. Perchè dovevo cedere davanti a gente che mi sputava in faccia e mi tormentava ogni santo giorno?
Cosa mi sarebbe rimasto se avessi perso anche la mia autostima?

Tutto il racconto ha gli occhi di Lina, che da ragazza ingenua e spensierata, impara a crescere e a soppravvivere. è lei a raccontare del lungo ed estenuante viaggio che durerà mesi, sino all'arrivo in un campo di lavoro di barbabietole in Siberia. Verrà condannata a 25 anni di lavori forzati. Ma lei non accetterà.
Non accetterà di sottomettersi alla dittatura. Non accetterà di morire tra gli stenti della fame e del freddo, nè smetterà di disegnare.
Perchè Lina ha un grande dono: vede le persone, le basta un'occhiata per poi ritrarre i loro volti prostrati dall'indigenza, sofferenti o segnati dall'angoscia, su pezzi di carta sottratti di nascosto agli agenti dell'NKVD.
Continuerà a disegnare con la speranza di poter far arrivare i disegni a suo padre, perso in chissà quale prigione della Siberia, e per mostrare al mondo l'orrore che i sovietici stanno commettendo.
Lo sterminio che il mondo non riuscì a vedere e che rimase all'oscuro per moltissimi anni terminata la guerra.

La mia insegnante di arte aveva detto che se respiravi profondamente e immaginavi un posto, era possibile andarci.
Potevi vederlo, toccarlo. Durante le nostre sedute con l'NKVD, io imparai a farlo. In quei periodi di silenzio, mi aggrappavo ai miei sogni arruginiti. Era quando mi trovavo sotto la minaccia del fucile che mi rifugiavo in tutte le mie speranze e concedevo a me stessa di desiderare dal profondo del mio cuore. 
Komorov pensava di torturarci, invece noi evadevamo in un punto tranquillo dentro di noi, dove trovavamo la forza.
 
In mezzo a tanta disperazione e sconforto, Lina si innamora di Andrius, con quell'amore puro e candido che si ha in giovane età, e quando verrà deportata in un altro luogo lontano, Andrius la lascerà con una sola parola. Una parola in russo che Lina non conosce, ma che dovrà scoprire da sola: Krasivaja.
 
Mi prese la mano e la baciò.
Camminanno mano nella mano, in silenzio. Rallentai il passo. <<Andrius, sono... spaventata>>.
Lui si fermò e si voltò verso di me. <<No. Non devi esserlo. 
Non devi concedergli niente, Lina, nemmeno la tua paura>>.

L'ultima tappa è il circolo polare artico.
Un luogo inospitale per l'uomo, in cui Lina, Josef ed Elena dovranno vivere in casupole fatte di fango e muschio, nutrendosi di 300 gr di pane al giorno (solo dopo aver lavorato  per dodici ore), perennemente immersi nel gelo e nel buio, perchè là, per metà anno, il sole rimane celato oltre l'orizzonte.

Non era una casa: era un mucchio di sterco, un ammasso di tronchi coperto di fango, sabbia e muschio. Sembrava fatta da un bambino con la terra. 
E noi dovevamo viverci dentro.
  
E mentre Lina racconta la dura lotta di ogni giorno, il gelo polare si insinua tra i vestiti  del lettore, gli occhi si inumidiscono, il cuore si stringe in una morsa di tristezza e la mente si domanda "perche? Perchè tutto questo?".

Era più difficile morire o essere tra i sopravvissuti? Io avevo sedici anni, ero un'orfana in Siberia, ma conoscevo la risposta. 
Era l'unica cosa di cui non avevo mai dubitato. 
Volevo vivere.
Volevo vedere mio fratello crescere. Volevo rivedere la Lituania. Volevo dipingere nei prati. Volevo ritrovare Andrius con i miei disegni. C'erano solo due possibili esiti in Siberia. Il successo significava Sopravvivere.
Il fallimento significava morire. 
Io volevo la vita. Volevo sopravvivere.          

L'autrice del libro, dopo ricerche e testimonianze realmente vissute, ha riscostruito una storia d'amore, di lotta, speranza e rivalsa su chi conosce solo odio e violenza.
Lina è una ragazza dolce, ribelle, con opinioni ben definite, una grande dose di coraggio e ottimismo.
I suoi disegni, come quelli di molti altri artisti che vennero imprigionati a vita in quei luoghi remoti, ci raccontanto ancora oggi storie di vite spezzate, e una crudeltà a lungo dimenticata.

Quando i sovietici conquistarono la Lettonia, Estonia e Lituania, si presero ogni cosa. Il comunismo si appropriò di tutto ciò che apparteneva a quei popoli: le loro case, i loro averi, la loro stessa vita.
30 milioni di persone innocenti, uomini, donne e bambini, vennero deportati in campi di lavoro da cui iniziarono ad uscire solo verso l'inizio degli anni '60.
Alcuni anche verso i '70.
Un'atrocità di cui a scuola non mi hanno mai parlato. Vivevo nell'ignoranza, e fatti così importanti li ho scoperti leggendo un romanzo!
Ora comprendente la mia rabbia e il mio sconcerto??

Non vi dirò che "Avevano spento anche la luna" è una storia che non vi farà commuovere, perchè è impossibile non provare pietà e sgomento davanti al racconto di Lina.
Ma posso dirvi che vi conquisterà.
Ho iniziato e finito il libro in due giorni, e sono certa che neppure voi riuscirete a staccarvi dalla storia di questa ragazza straordinaria: della sua battaglia e della sua speranza.
Della sua voglia di vivere immensamente ogni singolo giorno della sua vita.



Valutazione finale: Stupendo
   






25 commenti:

  1. Ho letto questo libro l'anno scorso e mi ha rapito il cuore! Hai ragione, tutto questo aspetto della storia russa non viene trattato a livello liceale, non rientra proprio nel programma. Proprio questo semestre sto seguendo un corso di Letteratura Russa Contemporanea e stiamo affrontando tutta quella letteratura che è nata nei gulag! :)

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    1. Ciao Adele! L'hai letto anche tu?! Sono davvero felice che ti sia piaciuto tanto quanto me!! A mio parere il problema è che tutto il discorso della shoa occupa gran parte degli studi scolastici... È un argomento importantissimo, ma si dovrebbero dare spazio anche ad altri ugualmente significativi come questo!

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  2. Questo libro è nella mia lista da ... anni. E so che devo leggerlo.
    Purtroppo è esattamente come ha detto anche Adele, sopra di me: al liceo si tralasciano completamente (e consapevolmente) quei dolorosi capitoli di storia che riguardano la Russia. Non che in generale la storia abbia un buon trattamento da parte dei professori o dei manuali scolastici.
    Come sempre, Erin, sei riuscita a scrivere una recensione molto intensa, capace di farci già immergere nelle atmosfere del romanzo.

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    1. Grazie Rosa!
      Se è nella tua lista da tanto tempo ti consiglio di fargliela scalare tra i primi posti! Non te ne pentirai!!
      Un abbraccio! :D

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  3. Immaginavo ti sarebbe piaciuto! Mi fa piacere :)
    Questo incentiva a mettere a parte la ia diffidenza, che covo già da qualche anno, e comprarlo al prossimo giro in libreria ;)

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    1. Ciao Gresi! Si si.. Accantona la diffidenza! La protagonista ti porterà in una storia in cui sarà difficile staccarsi! Te lo garantisco! ;)

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  4. Non conoscevo questo libro, sembra veramente bello. Dovrei regalarlo a mia mamma, è appassionata di questo genere di storie, a me fanno sempre piangere un sacco.

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    1. Ciao Viola! Ammetto che la storia mi ha commossa... Ma quando leggi di una ragazza che ha così tanta voglia di vivere e guarda alla vita con tanto ottimismo, si impara ad apprezzare ogni singola cosa che si ha!
      È un romanzo che oltre all'ingiustizia di un brutto periodo storico, contiene anche tanto amore per il prossimo e verso la vita in generale! :D

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  5. Ciao Erin, hai ragione: questo tragico capitolo della storia russa viene affrontato (se viene affrontato) sempre superficialmente, sminuendo in questo modo la sua tragicità. Sono molto incuriosita da questo romanzo, perchè anch'io, pur essendo appassionata di storia, non so molto su questo argomento, e in questo modo potrei unire l'utile al dilettevole!

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    1. Ciao cara! Se c'è una cosa che ho imparato negli anni, è che a volte i romanzi storici sono un'ottima fonte di conoscenza storica che ti fanno appassionare ad eventi e personaggi che non avresti mai immaginato!
      Se a scuola facessero leggere più libri così, ci sarebbe più conoscenza, perché più facilmente appassionante! :D

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  6. Carissima Erin, la tua recensione come al solito è stata illuminante e piena di emozioni. Ti dico solo che sono andata subito sul sito di MLOL, la biblioteca digitale dalla quale prendo in prestito tutti gli ebook che leggo per poi recensirli, e ho scaricato Avevano spento anche la luna. Ho 14 giorni di tempo per leggerlo ma so già che me ne basteranno meno della metà per finirlo! Grazie:)

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    1. Davvero?? Mi hai appena fatto super felice!!! Immagino scriverai una recensione, perciò non vedo l'ora di leggerla!!
      Sono davvero curiosa di sapere cosa ne pensi! :D :D
      Un abbraccio!! :)

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  7. Ciao Erin,
    come sempre le tue recensioni è un piacere da leggerle e dico davvero.
    Di solito io non mi accosto a questi libri per via del periodo storico, quando è narrato troppo nei dettagli non mi piace. Però da quello che scrivi qui c'è molto altro e poi mi piace come dipingi la protagonista. Adoro i personaggi femminili così e quindi, la aggiungerò alla mia infinita lista :)

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    1. Scusa il doppio commento, prima ho cliccato su pubblica ma mi sono dimenticata di dirti un'altra cosa.
      Mi piacciono molto i nuovi inserti che hai inserito nel blog, rende sempre più delicato il tuo angolino

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    2. Ciao Susy! Ti ringrazio :)
      Questo è un periodo storico che putroppo è sempre incentrato sulla guerra.. d'altronde credo sia molto difficile scrivere di "fiori e lillà" (scusa il paragone! :) ), in un periodo in cui tutto il mondo era in guerra. Sarebbe quasi surreale!
      Ma sono felice di averti convinta ad aggiungerlo alla tua lista, sebbene non sia tra le tue preferenze.
      Sono certa che ti conquisterà! ;)

      Hai notato gli inserti??!! :D :D
      devo dare merito ad Adele che mi dato il link dove spiegano come fare... ci ho messo due ore ma alla fine ci sono riuscita!! :) :) :)
      Un abbraccio! :)

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  8. Ho letto questo libro tempo fa provando intense emozioni che la tua splendida recensione ha risvegliato nel mio cuore. La ferocia umana non conosce confini e tutti dovrebbero leggere i libri che affrontano i momenti bui della Storia che riguarda l'umanità. Un saluto :)

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    1. Ciao!!!
      Che bello trovare un altro parere così vicino al mio!
      Sono daccordo con te: certi libri dovrebbero essere letti anche se fanno male, perchè alla fine credo siano quelli che ti lasciano un segno indelebile...

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  9. Ciao Erin! Bellissima recensione, mi hai colpita molto e mi segno subito questo libro che non conoscevo!

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  10. Ciao Erin! Commento che non c'entra nulla con il post, hai già letto "Io prima di te" e "Dopo di te" (non so se il titolo tradotto è giusto perché io lo leggo in inglese ed è After you), volevo sapere cosa ne pensavi visto che le tue recensioni sono sempre molto attente e argute!

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    1. Ciao frency! Io prima di te non lho ancora letto, ma entro questa o la prossima settimana volevo proprio andare a comprarlo! O lo ordino su Amazon... Stavo giusto valutato perché ne sento parlare benissimo! Entro un paio di settimane comunque lo leggerò di sicuro è posterò una recensione....
      Se poi mi piacerà molto proseguirò anche con il seguito! :)
      Neanche a farlo apposta mi hai letto nel pensiero!! :D D: :D

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    2. Io credo sia davvero molto bello e soprattutto tratta temi delicati in modo intelligente!
      Aspetto la tua recensione!!!
      P.S. Preparati però una scatola di kleenex!!!

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    3. Farò il possibile per postarla il prima possibile! :)
      I kleenex sono già pronti!! :D :D
      Un abbraccio :)

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  11. Bravissima Erin, hai tracciato il tutto in maniera impeccabile! Ho letto questo libro qualche anno fa e sono stata piegata dalla potenza delle emozioni che mi ha suscitato.
    Un libro che porto nel cuore. Un abbraccio :)

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    1. Grazie! :)
      Sono felice che questo libro sia piaciuto moltissimo anche a te!!
      hai proprio ragione: questo libro contiene davvero moltissime emozioni!! :) :)

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