giovedì 31 marzo 2016

Recensione: Un giorno solo, tutta la vita - di Richman Elyson


Buongiorno cari lettori!
Spero che il vostro week end di Pasqua vi abbia dato l'opportunità di rilassarvi un po', prima di riprendere la quotidiana routine.
Oggi vi parlerò di un romanzo che ho letto in queste brevi vacanze. Un buon libro e un bel posticino in riva al Lago di Garda con un paesaggio mozzafiato, mi hanno aiutato a ricaricare le batterie!
In libro in questione è: "Un solo giorno, tutta la vita".
So che ultimamente vi propongo testi un pochino tristi o malinconici, ma quando li scelgo non posso farci niente.. un po' perchè sullo scaffale di librerie o biblioteca il mio sguardo ricade sempre su di loro, un po' perchè mi vengono prestati senza che io domandi nulla, fatto sta che sono anche quelli che più smuovono le corde del mio essere.
Sarà strano da dire ma sembra che siano loro a chiamarmi, quasi avessero voce.
Preparatevi dunque anche alle mie prossime recensioni, perché sebbene mi sia costretta a leggere anche libri "leggeri", i temi che più mi attirarono restano quelli che mi fanno stringere il cuore
.



 Trama
Questa storia inizia a New York nel 2000, quando, alle nozze del nipote, Joseph Kohn scorge tra gli invitati una donna dall'aria familiare. Gli occhi azzurro ghiaccio, l'ombra di un tatuaggio sotto la manica. Il presentimento gli toglie il respiro. Le chiede di mostrargli il braccio; non importa se è scortese, lui deve sapere. La certezza è lì, sulla pelle: sei numeri blu, accanto a un piccolo neo che lui non ha mai dimenticato. E allora le dice: "Lenka, sono io. Joseph. Tuo marito". Perché questa storia, in realtà, inizia a Praga nel 1939. Lenka e Joseph sono due studenti ebrei, si conoscono poco prima dello scoppio della guerra, si innamorano, diventano marito e moglie per lo spazio di una notte. Il giorno dopo, al momento di fuggire negli Stati Uniti Lenka decide di restare, perché non ci sono biglietti a sufficienza per la sua famiglia. Si separano con la promessa di ricongiungersi al più presto, ma Lenka finisce in un campo di concentramento. In mezzo all'orrore, fa ciò di cui è capace, dipingere, unico modo per dare colore a ciò che è privato di luce, per dare forma a ciò che non si può descrivere. Mentre Joseph, in America, si specializza in ostetricia: solo aiutare a dare la vita gli consente di non farsi trascinare a fondo dalle voci di chi non c'è più. Quando ormai si crederanno perduti per sempre, ci sarà un nuovo inizio per entrambi. 

Penso che la mamma fosse così. 
Ci diceva sempre che al mondo esistono due tipi di donne, quelle luminose fuori e quelle luminose dentro; alle prime serve il luccichio di un brillante per splendere, mentre alle altre basta la luce dell'anima.
Quanto a lei, aveva un fuoco che le bruciava negli occhi.



Appena ho aperto questo libro e cominciato a leggerne la prima pagina, è scattato subito qualcosa.
Una scintilla forse; non saprei dirlo a parole.
Ma continuare a leggere, il voler sapere cosa sarebbe accaduto ai due protagonisti, è diventata come una droga.
L'autrice scrive in modo limpido, senza ripetizioni, senza frasi inutili. Ogni parola, aggettivo, verbo: tutto è incastrato alla perfezione in una storia d'amore che dura per più di sessant'anni.

Lenka e Joseph sono due ragazzi ebrei che si amano. Desiderano ciò che ogni giovane vorrebbe: una famiglia, un lavoro, la serenità di una vita tranquilla e pacifica. Ma  il destino ha deciso che per loro, come per tanti altri ebrei, nulla andrà come vorrebbero.
Il razzismo porta via loro ogni cosa, e sull'orlo della Seconda Guerra Mondiale non gli resta che fuggire lontano. Lontano, oltre l'oceano, oltre ciò che sta per travolgerli. L'America gli accoglierà con la promessa di una vita felice.
Decidono così di sposarsi, con una cerimonia frugale e qualche fiore. Di biglietti per partire, però, non ce ne sono per tutti.
La famiglia di Joseph non riesce a procurali per i genitori e la sorellina di Lenka.
Solo lei potrà fuggire con Joseph. Solo a lei viene data un'opportunità di salvezza.
Ma come si può scegliere tra l'uomo che è appena diventato tuo marito, e la famiglia con cui hai vissuto per tutta la vita?
Non si può. Lenka non può, e non vuole.
Se lasciasse la sua famiglia non se lo perdonerebbe mai. E così decide di restare.
Quando Joseph sarà arrivato in America, si promettono, allora riuscirà a procurare i biglietti per tutti e quattro, e farli partire.

Ma il destino rimescola i loro progetti in modo imprevedibile e crudele.
Durante la traversata Joseph perde i genitori e la sorella. Approda in America da solo, e anni più avanti, tra il dolore per una donna che crede morta e la solitudine di ogni giorno, si sposa con un'altra donna, Amalia.
Un'ebrea che scelse di partire senza la sua famiglia, e che sarà destinata a vivere tutta la sua esistenza trascinandosi sulle spalle il senso di colpa per averli abbandonati.

Amalia e io parlammo mai veramente di coloro che avevamo lasciato? 
No. Perché, se lo avessimo fatto, le nostre voci si sarebbero incrinate e i muri sarebbero crollati al ricordo del nostro dolore. 
Ci portavamo addosso quella sofferenza come si porta la biancheria intima: una guaina invisibile, nascosta agli sguardi indiscreti, tuttavia cucita addosso.
E la indossavamo ogni giorno; quando ci baciavamo, quando i nostri corpi si univano e gambe e braccia si intrecciavano.

Lenka viene deportata nel campo di lavoro di Terezin, e la sua unica gioia, tra soprusi, cibo stantio e inconsistente, è dipingere.
Costretta a disegnare cartoline di auguri per i tedeschi, può far uso della sua dote di pittrice.
Lei, la madre, la sorella e il padre, restano insieme. Combattono insieme per sopravvivere un giorno di più, per vedere un futuro che non avranno.
Quando a sua madre, ormai incapace di lavorare per denutrizione, viene data la notizia che sarà deportata a est, Lenka decide che non possono abbandonarla.
Sono partiti insieme, e qualsiasi sia la prossima destinazione, resteranno insieme.
Viaggiano su un carro bestiame dove l'aria è stantia e odora di corpi sporchi e impauriti, e arrivano ad Auschwitz.
Il campo dove il freddo lambisce le loro ossa scarne, dove i camini bruciano donne, uomini e bambini ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette.
Un campo dove Dio non esiste.
  
 <<Vieni qui>> sussurra.
Spalanca le braccia e mi stringe al petto.
E, per un secondo, riesco a dimenticare il lercio, puzzolente, vuoto sceletro incavato che è mio padre.
Siamo due fantasmi cuciti l'uno all'altra.
Sono sua figlia, e il cuore del mio papà batte contro il mio.

La dolce madre di Lenka e il suo amorevole papà, escono dai camini di Aschwitz quello stesso giorno, mentre Lenka e sua sorella divideranno una piccola cuccetta strette l'una all'altra, ormai incapaci anche solo di piangere.
Incapaci di fare qualsiasi cosa che non sia soppravvivere.

Ma tutto ha una fine.
Il giorno in cui la Germania viene invasa e i campi di sterminio vennero fatti evaquare per nascondere agli occhi del mondo le atrocità commesse, Lenka si ritrova a camminare nella neve sino a un'altro campo di lavoro.
Qui sarà liberata e, lentamente, riprenderà a vivere.

Eravamo tutti alla deriva, smarriti ma vivi.

Sapete, ci sono storie che si leggono tutte d'un fiato e che poi svaniscono lentamente dalla nostra memoria.
In questo caso, invece, non si possono dimenticare Joseph e Lenka.
Lui, che la crede morta ad Aschwitz, continuerà ad amarla per tutta la vita.
E lei, dolce Lenka dal cuore grande, credendosi vedova e sola, continuerà comunque a proteggere i suoi cari, a combattere per andare avanti, nonostante alla fine rimanga sola al mondo.
Nonostante tutte le persone a cui voleva bene, diventino soltanto stelle nella volta celeste.

Il fatto che dopo tutti quegli anni i due innamorati possano ritrovarsi, è qualcosa di davvero straordinario. 
Soprattutto perchè la base della trama è presa da una storia vera, così come alcuni personaggi che Lenka incontra e che sono realmente esistiti.
Uomini e donne che amavano l'arte, e le cui dote artistiche furono usate per creare cartoline e dipinti per i tedeschi.

"Un solo giorno, tutta la vita", è una storia triste, ma anche densa d'amore, di voglia di vivere e combattere.
L'autrice, con le sue parole, le voci dei protagonisti e tutto ciò che li circonda, prende in cuore del lettore, lo spezza a metà, lo trattiene tra i sussurri della storia, e più va avanti, più lo sbriciola in mille pezzi. Adagio, quasi come una lenta musica malinconica, ve lo spezzerà in tante stelle.
Ma poi, quando penserete di non avere più lacrime, ve lo ricomporrà piano piano, con amore e delicatezza.
Plasmandolo come creta densa e malleabile.
E vi sentirete fortunati per tutto ciò che avete. Per ciò che vi è stato donato. Per le persone che amate e che vi sono ancora accanto.

Ride anche lui. E nella sua risata c'è una gran gioia.
Sento piedi che ballano, gonne che frusciano forte, vocio di bambini.
è questo un primo segno d'amore?
Sentire nella persona che sei destinata ad amare il suono di quanti devono ancora nascere. 


Valutazione finale: Stupendo 4/4
   








17 commenti:

  1. Spesso, cara Erin, non siamo noi a scegliere i libri ma loro a scegliere noi. Le letture che emozionano parlano direttamente al nostro cuore e arricchiscono la nostra anima. La tua intensa recensione rispecchia le mille sensazioni che hai provato, mi hai trasmesso un messaggio che invita a non perdere mai la speranza anche quando, intorno a noi, c'è il buio della cattiveria umana. Un saluto :)

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    1. Ciao Acquila Reale! Non sai quanto mi faccia piacere sapere di averti trasmesso un simile messaggio con il dono delle parole!
      Spero leggerai questo bellissimo libro! :)

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  2. Wow che bellissima recensione si vede che il libro ti ha colpito molto e poi gli hai dato anche il massimo dei voti.
    Devo sicuramente segnarmelo ;)

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    1. Ciao Susy!! Questo libro mi ha davvero conquistato! non mi capita spesso di dare il massimo dei voti, ma in questo caso non ho potuto fare altrimenti! :)
      Se ti capita di leggerlo fammi sapere cosa ne pensi! ;)

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  3. Caspita Erin. Giuro che mi hai lasciata senza fiato.
    Parola dopo parola, mi è diventato sempre più chiaro che questo libro un giorno, spero non lontano, dovrà rubare il cuore anche a me.
    E' vero che su questo tema escono libri un giorno sì e l'altro pure, ma, merito senza dubbio anche di un'eccellente sinossi, questo qui ha effettivamente qualcosa che ti smuove dentro.
    Quindi devo ringraziarti, perché ancora una volta mi hai permesso di incontrare una storia che mi era ancora sconosciuta.
    P.S. Se ami i libri che ti frantumano il cuore, allora non devi perderti Lisa Genova.

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    1. Ciao Rosa!! Mi fa piacere che la recensione ti sia piaciuta così tanto!
      Come dici tu, di libri che trattano questo tema delicato ce ne sono tantissimi, ma la particolarità di questo è quello di leggere una storia a ritroso che, nonostante sia triste, preserva un lieto fine d'amore! :)
      spero tu lo legga presto! ;)
      Un bacione!

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    2. P.S..... Vado a dare un'occhiata ai libri di Lisa Genova! ;)

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  4. L'ho letto tre anni fa, e anch'io l'ho trovato davvero bellissimo! :)

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    1. Davvero??!! Che bello trovare qualcun'altro che lo abbia letto!! :) :)

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  5. Ciao Erin! Questo libro dev'essere davvero inteso, dalla tua recensione traspare ogni emozione che ti ha trasmesso!

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    1. Ciao Avid! È proprio così: questo libro ha davvero qualcosa di unico e speciale... È impossibile non innamorarsi dei protagonisti e della loro storia! :)

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  6. ...non ho parole!B-E-L-L-I-S-S-I-M-O. Intense le citazioni che hai trascritto. Intensa la recensione e non voglio neanche immaginare come sarebbe leggere il libro. Grazie mille Erin. Se non fosse stato per te mi sarei persa la lettura di questo libro. Vado a metterlo subito tra i preferiti se lo riesco a trovare nella biblio digitale. Un abbraccio!!

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    1. Ciao cara!!
      Grazie te per aver letto la recensione! ;)
      Le frasi riportate sono solo alcune tra le molte che ho trovato e che erano bellissime... Un mix di malinconico struggimento che fa vibrare le corde dell'anima.
      Solo di una cosa mi dispiace: aver preso il libro in biblioteca e non poterlo quindi tenere sul mio scaffale.
      Spero tanto che tu riesca a leggerlo, e se lo farai aspetto una tua opinione!!
      Un abbraccio! :)

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  7. Ciao Erin, mi ha colpito molto sia la tua recensione sia il romanzo, che dev'essere veramente intenso ed emozionante! Non lo conoscevo, ma ci farò di certo un pensierino...

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  8. Ciao Ariel!!
    è davvero di un'emozione unica!!
    Spero deciderai di leggerlo! :D
    A presto!!

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  9. Concordo con te, spesso sono i libri che in qualche modo ci "chiamano"... e finiamo per essere attratti probabilmente da quello che in una determinata fase della nostra vita siamo più propensi a ricevere.
    Anche io mi rendo conto di oscillare tra testi "leggeri" e testi "strappalacrime", tra classici e moderni, seguendo l'impulso del cuore quando passeggio tra gli scaffali della libreria :-)
    Mi piace molto questo post, intenso ed emozionante come immagino deve essere tutto il libro, devo dire che mi hai incuriosito moltissimo!

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    1. Ciao Letizia! In realtà inizio a comprendere che è la nostra mente a proiettare nella realtà ciò che desidera...
      in questo periodo desidero leggere libri tristi, e sono i primi che trovo solo fissandone il dorso sullo scaffale.
      Ma proprio per non annoiare i miei lettori cerco di "obbligarmi" a sondare anche temi più leggeri. E proprio oggi mi sono "arrivati" due libri del genere.
      é proprio vero che ci arriva ciò che attraiamo! ;)

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