giovedì 31 dicembre 2015

Un auguri speciale ai miei lettori

Eccoci qui... anche il 2015 è finito.
Eh sì, il tempo passa in fretta.
Non mi dilungherò troppo con gli auguri... ma visto che il mio blog è stato aperto quest'anno e che in questa avventura ho trovato lettori disposti a dedicare parte del loro tempo per guardare, leggere e commentare ciò che scrivo, a voi dedico un grazie speciale e i migliori auguri per un buon 2016, perchè vi porti tanta fortuna, serenità e crescita interiore, negli studi, lavoro e chi più ne ha più ne metta!
Grazie per aver donato pillole di felicità al mio 2015 con la vostra presenza sul mio blog! :)





lunedì 28 dicembre 2015

Recensione: Inés dell'anima mia - di Isabel Allende

Buon pomeriggio lettori!
Come procedono questi giorni di festività? 
Non so voi, ma dopo questo week end mi sono dovuta mettere a dieta se non volevo rischiare di rotolare da una stanza all'altra!!... e manca ancora il cenone di Capodanno!!!
Tutta colpa di panettoni, arachidi e mandarini che ingurgito come se non ci fosse un domani!!
Ma lasciamo stare questa parentesi....
Oggi vi posto la recensione di un altro libro della Allende che ho appena terminato di leggere... lo so: è uscito parecchi anni fa; ma io sono una ritardataria e quindi ho avuto soltanto ora l'occasione di poterlo leggere.
E fortuna che l'ho fatto, perchè è un romanzo che merita di essere comprato!




Trama
lnés de Suàrez nasce all'inizio del Cinquecento in Spagna, figlia di un modesto artigiano di Plasencia. Dotata di un forte temperamento che male si addice alla condizione femminile sottomessa all'autorità del clero e del maschio, lnés sposa contro la volontà della famiglia Juan de Malaga, che presto la abbandona per cercare fortuna in America. La giovane non si dà per vinta e, con i soldi guadagnati ricamando e cucinando, si imbarca anche lei per il Nuovo Mondo. 
lnés affronta le durissime condizioni di viaggio e si difende dai marinai libidinosi. Giunta in Perù, cerca invano il marito; senza più risorse, riprende a lavorare come sarta fin quando incontra Pedro Valvidia, un seducente hidalgo, fuggito dalle frustrazioni di un matrimonio deludente e venuto a combattere per la Corona spagnola. 
La passione infiamma lnés e Pedro che si mettono alla guida di pochi volontari attraverso un deserto infernale, combattono indigeni incattiviti e giungono infine nella valle paradisiaca dove fondano la città di Santiago. Le tribù autoctone difendono però il loro territorio e si accaniscono contro gli spagnoli, i cui feriti sono curati da Inés e da un'indigena a lei fedele: si rinforza così la fama di strega che la donna si era fatta scovando fonti d'acqua con una bacchetta (arte ereditata dalla madre). Non senza il malcontento di alcuni coloni, cresce la sua autorità a fianco di Pedro, divenuto governatore... 

"La relazione con Pedro de Valdivia mi sconvolse.  
Non potevo vivere senza di lui: un solo giorno senza vederlo mi faceva smaniare, una notte senza stare tra le sue braccia era un tormento."

"Procedevamo, ora dopo ora, conducendo i nostri cavalli per le briglie per non stancarli, Parlavamo poco perchè avevamo la gola in fiamme e le labbra secche, ma eravamo insieme e ogni passo ci univa sempre più e ci portava all'interno del sogno che avevamo sognato insieme e che tanti sacrifici costava: il Cile."




In questo scritto Isabel Allende si cimenta in un romanzo storico, raccontando la vera storia di Inés Suàrez, donna spagnola dal forte temperamento che fondò la città di Santiago in Cile (divenuta poi la sua capitale).
Trovo che l'autrice abbia gestito e fuso perfettamente la realtà dei fatti con alcuni particolari di propria invenzione, riportando in maniera vivida e cruda ciò che fu la conquista del Cile.
Attraverso gli occhi della protagonista, salpiamo da un porto spagnolo, affrontiamo la lunga traversata verso le Americhe e sbarchiamo in Perù, territorio duramente conquistato dagli spagnoli.
Qui Inès scopre che il marito è morto, ma non se ne rammarica poi tanto. Da molto tempo, infatti, l'amore non riscaldava più il loro matrimonio.
Il profumo di quella terra però le entra nell'anima, e decide che in patria non farà mai più ritorno.
A farle compagnia ci sarà Catalina: donna indigena con una straordinaria conoscenza delle erbe che diverrà la sua migliore amica.
Trascorrono alcuni anni prima che l'amore possa tornare a bussare alla sua porta. Quando Inès incontra Pedro De Valdivia, infatti, scatta una passione che li unirà per i molti anni a venire.
Quando De Valdivia decide di partire alla conquista del Cile (terra ancora popolata esclusivamente dagli indigeni), Inés decide di avviarsi al suo fianco, conscia dei pericoli che li attendono, ma desiderosa di fondare una nuova nazione accanto al suo amante.
Inizia pertanto un lungo cammino fatto di stenti sotto il sole cocente del deserto e gli innumerevoli attacchi bellici da parte degli indigeni, sino a giungere alle verdi pianure del Cile.
Qui riusciranno a fondare la loro città, Santiago, ma gli sforzi degli indigeni per allontanarli e riprendersi la propria terra saranno destinate a durare anni ed anni.
Inés ci racconta quindi della sua vita, ma anche di soprusi, violenza, ingiustizia e schiavismo che gli spagnoli perpetuarono verso un popolo colpevole di difendere la propria terra.
Ma da violenza e odio non può nascere che odio e violenza, così i fiumi d'acqua pura si tingono di color cremisi, le urla di donne e bambini si perdono nel vento, e il battito di cuori traboccanti d'odio avvelenano lo spirito.

Inès dell'anima mia è il racconto di una donna forte e intrepida, dall'animo compassionevole e generoso. 
La storia di un amore appassionato, ma soprattutto la cruda e terribile verità di una conquista che ha il sapore dell'arroganza e dell'avidità. 
La storia di come gli spagnoli si appropriarono di una terra che non gli apparteneva, sottomettendone alla schiavitù il suo popolo in nome di un unico Dio: l'oro.
 
"Di questa guerra non si intravede la fine, perchè anche quando giustiziamo un toqui, ne spunta immediatamente un altro, e quando sterminiamo completamente una tribù, dal bosco ne appare un'altra che prende il suo posto. Noi vogliamo fondare città e prosperare, vivere con decoro e negli agi, mentre loro aspirano soltanto alla libertà."

Valutazione finale: 3/4

domenica 20 dicembre 2015

Regalini di Natale: Sottotazze floreali patchwork

Buona domenica amanti dei libri e del cucito!
Natale è sempre più vicino, e alcuni regali li devo già consegnare...
complice il freddo e quella tazza di buon tè (o caffè) che per un lettore non deve mai mancare, visto che le persone a cui ho dedicato questo pensiero di Natale sono proprio degli accaniti lettori, ho pensato di realizzare un paio di sottotazze adatte ai momenti in cui saranno immersi nella lettura.

Con il senno di poi credo avrei dovuto pensare a un segnalibro... ma le idee migliori arrivano sempre quando meno ce lo aspettiamo o, nel mio caso, in ritardo.
Domani devo consegnare il regalo e ormai non c'è più tempo!

La parte più difficile è stato creare il disegno a mano e calcolare tutte le misure per far combaciare i pezzi in stile patchwork. Un lavoraccio!!!
Ora che ho lo schema però vado veloce come un treno! Taglio, cucisco, stiro e via di nuovo!


Eccole qui in tutta la loro "florealità": una sottotazza  tutto al femminile per lei....





















... e una sul verde per lui.













Ad essere onesta il risultato mi è piaciuto talmente tanto che ne ho fatta un'altra coppia da mettere in vendita.
Misurano 14x14 cm e hanno una leggera imbottitura che isola dal calore.







Per informazioni potete contattarmi su
stoffedinchiostro@gmail.com

 Buona domenica! :)


venerdì 18 dicembre 2015

Frammenti di poesie #3: Emily Jane Brontë - "Amore e amicizia"



Buon venerdì cari lettori!
Visto il periodo natalizio oggi vi lascio con una poesia che parla d'amore e d'amicizia.
Emily Bronte mette a confronto questi due sentimenti, paragonando la rosa all'amore, e l'agrifoglio all'amicizia, e chiedendosi: quale tra i due è destinato a restare più verde (e quindi a durare?). 
Secondo lei l'agrifoglio è decisamente più forte, grazie alla caratteristica di essere un sempreverde, e quindi di resistere in ogni clima annuale, per dare sfoggio di sè persino nel freddo dicembre, di cui è divenuto il simbolo delle feste natalizie.
La rosa, al contrario, splende di lucente bellezza nei mesi primaverili, per poi inevitabilmente appassire e attendere molto altro tempo prima di rifiorire e dare nuovamente prova del suo fascino.
Così come questi doni della natura, secondo Emily Bronte l'amore è un sentimento destinato a spegnersi, mentre l'amicizia resiste più a lungo.

Colgo l'occasione per porre quindi una domanda a voi lettori: 
"Secondo voi qual'è il sentimento più duraturo? L'amore o l'amicizia?".
Aspetto le vostre risposte, e nel frattempo vi lascio con questa dolce poesia.

"Amore e amicizia"
Amore è come una rosa canina,
Amicizia è un agrifoglio –
È bruno l’agrifoglio quando la rosa è in boccio
ma chi dei due verdeggerà più a lungo?
La rosa selvaggia è dolce in primavera,
i suoi fiori profumano l’estate,
ma aspetta che l’inverno ricompaia
e chi loderà la bellezza del rovo?
Sdegna la fatua corona di rose
e vestiti di lucido agrifoglio,
perché Dicembre che sfiora la tua fronte
ti lasci ancora una verde ghirlanda.

mercoledì 16 dicembre 2015

Recensione: Amber - di Kathleen Winsor

Buongiorno lettori!
Oggi vi presento Amber di Kathleen Winsor... un bel tomo di 880 pagine... ma non fatevi scoraggiare da questo, perchè in realtà la storia scorre fluida come l'acqua.
Se però lo prendete in ebook meglio... il mio polso lo avrebbe preferito, visto il peso non indifferente! ;)
Onestamente il motivo che mi ha spinto a comprarlo è stato soprattutto l'incipit con cui veniva descritto. Vi riporto la dicitura: 


"Pubblicato per la prima volta nel  1944, Amber scosse la società puritana americana del tempo.  Suscitò grande scalpore e vendette centomila copie solo la prima settimana.
Considerato osceno e immorale, il volume venne bandito da Boston e fu detto che la storia era troppo indecente per poter essere trasposta al cinema.
Il romanzo fu vietato in 14 stati per 70 riferimenti a rapporti sessuali, 39 gravidanze illegittime, 10 immagini di donne nude poste davanti a uomini".

Praticamente uno scandalo! 
L'idea di leggere qualcosa che più di settant'anni fa veniva considerata una lettura "proibita", mi ha spinto a consultarla proprio per avere un'idea di come sia veramente descritta la storia del libro, quasi a voler entrare nella testa dei lettori dell'epoca.... e ovviamente mi sono fatta un bel po' di risate, perchè in questi tempi circolano romanzi milioni di volte più spinti e che non lasciano spazio a fantasticherie.
L'autrice non cede mai alla volgarità, e i riferimenti messi al patibolo dai puritani del secolo scorso sono davvero molto delicati... "nebulosi" li definirei... perchè compaiono all'improvviso e spariscono con altrettanta velocità.
è lasciato tutto all'immaginazione. La Winsor si è semplicemente limitata a trascrivere gli usi e le abitudini di persone che vivevano in un epoca in cui avere degli amanti era normale, così come tessere intrighi o disfarsi di nascituri indesiderati.
Che alla gente degli anni '40 questo facesse rabbrividire, è un altro discorso. Ma il 1600 contiene anche questo, e bisogna prenderne atto.
Ma ora basta chiacchere... vi lascio alla trama!




Trama
È il 1644 in Inghilterra. La guerra civile tra i seguaci del re Carlo I e i sostenitori del Parlamento infuria, e divide contee, contrade e famiglie, distruggendo antichi patti e legami secolari. Judith Marsh, figlia di Lord William, nobile fanciulla innamorata e incinta di John Mainwaring, è costretta ad abbandonare il suo illustre casato e a rifugiarsi in un villaggio di umili contadini. Per Lord William, schierato anima e corpo dalla parte del re, una figlia che reca in grembo un Mainwaring, un discendente del conte di Rosswood che ha osato abbracciare la causa dei ribelli del Parlamento, sarebbe, infatti, un autentico disonore. Privata dei suoi averi, del suo rango e persino del suo nome, lontana da John, perso da qualche parte nella guerra contro i realisti, in una misera stanza umida della casa dei paesani cui si è presentata come Judith St. Clare, la figlia dei Marsh, antichissima famiglia di origine normanna, partorisce la sua creatura. Judith fa appena in tempo a udire il pianto della sua bambina e a decidere di chiamarla Amber, che, tra bacinelle di peltro, vasetti di unguenti e cordicelle scure, esala il suo ultimo respiro. Amber St. Clare cresce così da sola, in uno sperduto villaggio di contadini. Sarebbe probabilmente destinata a vivere lì il resto dei suoi giorni se, a diciassette anni, non emanasse dalla sua figura una rigogliosa e aristocratica esuberanza e una bellezza senza pari. 

 "Londra - puzzolente, sporca, rumorosa, vociante, pittoresca - era il cuore dell'Inghilterra e i suoi cittadini tenevano in pugno il destino dell'intero paese.
Amber si sentì subito a casa e se ne innamorò a prima vista.
L'energia intensa, violenta e vitale della città trovava rispondenze nel profondo del suo spirito.
L'aria spavalda della capitale sembrava una sfida, una provocazione, quasi che il suo motto fosse osare tutto e promettere ancora di più."  

 


A chi ama il genere storico, le storie d'amore complesse e personaggi dalle mille sfumature, non posso che consigliare questo piccolo capolavoro.
L'autrice ha fatto una ricostruzione storica che definirei magistrale. I particolari della vita quotidiana degli inglesi nel XVII secolo è descritto in maniera impeccabile, pur senza mai essere pesanti. Ogni frase o parola cela infatti una grande ricerca storica di usi e costumi dell'epoca.

La Winsor conduce il lettore nella vita di Amber, una bimba che nasce il un piccolo villaggio. Nessuno, lei compresa, sa che nelle sue vene scorre il sangue di una famiglia nobile.
L'unico lascito di sua madre è il dono di una grande bellezza. E Amber sfrutterà appieno questo privilegio.
In un mondo opportunista, in cui regnava la povertà e il lusso era il privilegio di pochi, la giovane ragazza dalla fluente chioma bionda e grandi occhi color dell'ambra, decide che farà di tutto pur di lasciare il misero paese di campagna in cui ha visto la luce per la prima volta.
L'occasione si presenta quando incontra Bruce Carlton, un cavaliere di nobili origini rimasto però privo di ricchezze.
Come un fulmine a ciel sereno, per Amber scatta una scintilla destinata a non affievolirsi mai.
Nella sua ingenuità di ragazza di campagna, nonostante Bruce cerchi di convincerla a restare, Amber fugge con il suo amante; l'animo traboccante di entusiamo e felicità.
Londra, però, si dimostrerà un mostro pronto a divorare i deboli e gli ingenui, e di questo la giovane ne pagherà le conseguenze più di una volta.
Sarà solo grazie alla sua bellezza, e una buona dose di fortuna, che verrà salvata da ogni sofferenza o disgrazia, forgiandone il carattere e lo spirito.
Il ritratto di Amber che l'autrice ci propone, è quello di una ragazza che si trasforma in donna, senza celarne pregi o difetti.
Presunzione, vanità, gelosia e arroganza sono ciò l'aiuteranno a farsi strana nella Londra del 1600.
Il suo obbiettivo diventa infatti quello di raggiungere la vetta della scala sociale, certa che più salirà in alto, più avrà la possibilità di conquistare l'amore di Lord Carlton, da sempre suo focoso amante, ma deciso a non sposarla.
I due innamorati infatti, si inseguiranno per tutta la storia. Lui, sin da subito, si trasferirà nel Nuovo Mondo, deciso a costruirsi un futuro che in Inghilterra gli sarebbe altrimenti precluso, per poi fare ritorno di tanto in tanto in Inghilterra, e ripartire nuovamente.
Amber dovrà quindi cavarsela da sola, lontana dalla famiglia e priva di amici. Avrà altri amanti, tutti disposti a mantenerne vizi e agi, ma nulla sembrerà essere mai abbastanza per lei.
L'ingordigia della ricchezza è qualcosa a cui non può rinunciare, le sue rivali sono messe da parte quasi con noncuranza, come se non valesse neppure la pena detestarle. 
Durante le sue disavventure iniziali, però, s'intravede in lei una nota dolce e sincera.
Più di una volta aiuta chi ha più bisogno di lei, e affronterà addirittura la peste, decisa a salvare il suo unico grande amore.
Più sale, però, e più queste doti sembrano assopirsi.
Il potere da alla testa, si dice, e questo sarà ciò che le accadrà.
Resterà incinta molto giovane e affronterà la gravidanza con grande coraggio. Avrà molti aborti perchè decisa a non far nascere nessun figlio che non appartenga a Lord Carlton. 
Si ritroverà nell'indigenza, diventerà una ladra, poi un'attrice di teatro, amante del re per breve tempo, compagna di letto di svariati uomini, contessa, nuovamente amante del re e infine duchessa.
Una vita intensa, dominata dal bisogno di essere sempre più abbiente, convinta che quella possa essere l'unica arma per conquistare e legare definitivamente a sè l'unico uomo che abbia mai amato.
Una donna testarda, risoluta, vanitosa, conscia delle proprie abilità e padrona di un corpo che non esista a usare per ottenere ciò che vuole. 
Alla fine, però, il lettore comprenderà tra le righe la vera ragione per cui quest'uomo non si sia mai voluto legare a lei come marito. 
Amber dimostrerà che è disposta a tutto pur di ottenere definitivamente il suo amore.
Gioielli, abbienza, potere. Nulla di tutto ciò può sovrastare questo immenso sentimento.


 "Avrebbe voluto dirgli che non aveva fatto granchè... soltanto quello che le aveva dettato il suo amore, e che non era mai stata tanto felice come in quei giorni nei quali aveva fatto appello a tutta la propria energia, a tutta la propria forza per assisterlo, dedicando a lui ogni pensiero e ogni gesto.
Qualunque cosa fosse successa in passato, qualunque cosa le riservasse il futuro, in quelle settimane lui era stato completamente suo."




Valutazione finale: 3/4